Traffico illecito di anabolizzanti: 6 arresti dei Nas

Fcz

Milano, 6 feb. (askanews) - E' di 6 arrestati (3 in carcere e 3 ai domiciliari) il bilancio dell'operazione "Solferino" condotta dai carabinieri dei Nas nei confronti di un'organizzazione criminale specializzata nel traffico illegale di anabolizzanti e sostanze dopanti. Nell'inchiesta condotta dal pm di Milano, Francesco De Tommasi, altre 7 persone risultano invece indagate a piede libero. Le accuse contestate a vario titolo sono associazione a delinquere, utilizzo o somministrazione di farmaci o di altre sostanze al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti, ricettazione, falso materiale e truffa al sistema sanitario nazionale. "Fatti estremamente gravi", scrive il gip Guido Salvini nell'ordinanza di custodia cautelare, puntando l'accento sui "pericoli per la salute che discendono dall'utilizzo incontrollato dei farmaci in questione".

L'organizzazione, sottolinea ancora il giudice milanese nell'ordine di arresto, trafficava farmaci e altre sostanze anabolizzanti o dopanti "non facilmente reperibili" e lo faceva sempre "fuori dai canali ufficiali e attraverso modalità illegali" arrivando a "piazzarli sul mercato clandestino, specie nel settore del bodybuilding e, più in generale, tra i frequentatori delle palestre". Ai domiciliari, tra gli altri, è finito Alessandro Rossetti, titolare della farmacia Montegani di Milano, ritenuta "la base logistica" dell'organizzazione. E' qui che i componenti della banda, "previo immediato pagamento dei relativi corrispettivi", si rifornivano di anabolizzanti e sostanza dopanti "senza presentazione di ricetta medica ovvero con esibizione di prescrizione medica contraffatta", per poi "passare alla fase della vendita e distribuzione".

Le manette sono invece scattate ai polsi di Michele Montagna, uomo che secondo l'accusa "ricopriva contestualmente il ruolo di capo dell'associazione e quello di stabile, costante e continuo fornitore e, più in generale, di addetto all'approvvigionamento della maggior parte dei farmaci anabolizzanti e dopanti smerciati dall'organizzazione criminale". Anche Rossetti agiva in veste di "stabile, costante e continuo fornitore del sodalizio" al punto da "mettere a disposizione" degli altri affiliati non solo "la propria farmacia" ma soprattutto "i leciti canali di reperimento dei farmaci dopanti e anabolizzanti". Altri tre componenti del gruppo avevano invece il compito di procacciare i clienti a cui rivendere le sostanze precedentemente acquistate da Rossetti e da Montagna.