Traffico reperti archeologici, 23 arresti -punto -3-

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Roma, 18 nov. (askanews) - Nel corso dell'attività sono stati identificati i componenti di un ramificato e strutturato sodalizio criminoso in grado di gestire tutte le fasi del traffico illecito di reperti archeologici.

Il monitoraggio delle aree, condotto nel corso delle investigazioni, ha consentito di fare emergere un sistema di saccheggi posti in essere, da anni, in quei luoghi, da un gruppo di tombaroli che, agendo nell'ambito di una organizzazione criminale con specifica ripartizione di compiti e di ruoli, e servendosi di tale struttura, è riuscito ad approvvigionarsi di materiale archeologico destinato al mercato clandestino, per la loro successiva commercializzazione sia in territorio italiano sia in quello all'estero, assicurata da una fitta e complessa rete di ricettatori. In tal modo, è stata delineata una organizzazione costituita da c.d. tombaroli, intermediari e ricettatori che, per qualità e quantità di illeciti commessi, nonché per caratteristiche strutturali ed organizzative, rappresenta un vero e proprio fenomeno criminale che, secondo la definizione del GIP, costituisce la "Criminalità Archeologica Crotonese", radicata nella provincia di Crotone e capace di alimentare il reddito di interi gruppi familiari. Le fasi del traffico illecito sono state acclarate e documentate dettagliatamente attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, riprese video, pedinamenti, sequestri, fino ad arrivare alla vendita a collezionisti finali.

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