Tragedia Mottarone: Torti (Cai), 'montagna non è mai sicura, frequentarla con professionisti'

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Roma, 25 mag. (Labitalia) – "Chi definisce la montagna sicura, anche in modo generico, sbaglia. La montagna oggettivamente non è mai sicura. Proprio per questo va frequentata con i professionisti della montagna e tutto il volontariato del Club alpino". Lo dice all'Adnkronos/Labitalia Vincenzo Torti, presidente generale del Club alpino italiano Vincenzo, in riferimento dell'incidente della funivia.

"Il grande sforzo – spiega – del Club alpino italiano è proprio questo. Lo scorso anno c'è stato il boom della montagna e purtroppo anche di molti inesperti e infatti il nostro soccorso alpino ha esattamente raddoppiato il numero degli interventi".

"Questo – fa notare Torti – vuole dire che serve tutto un lavoro affinché si capisca che la montagna non si improvvisa. La montagna ha sempre bisogno di informazione e formazione".

"Abbiamo la piena consapevolezza – ammette – che salire con i mezzi di trasporto consente una visione della montagna, nel senso di arrivare e vedere, ma non di vivere".

"Per tutti i professionisti della montagna – spiega – le modalità di accesso sono quelle 'faticose', cioè quelle che impegnano. Un impegno fatto con gli sci o anche solo a piedi. Per noi arrivare in cima a una montagna dopo aver accorciato l'itinerario, perché ora si può arrivare ad alte quote con le seggiovie e le funivie, non è esattamente nel nostro dna".

"Invece per noi – sottolinea Torti – la dimensione della montagna è il lungo cammino, il contatto con l'ambiente, dello scoprire i suoni e i profumi. Ovviamente il Cai non demonizza nulla, esiste un'economia che gravita su questi 'strumenti' che permettono alle persone di vedere e di avere visioni".

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