Funivia caduta sul Mottarone, Giovannini: "Governo al lavoro su cause"

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La funivia aveva terminato la sua corsa, mancavano pochi metri all'arrivo, ma il cavo si è rotto. Lo schianto ha fatto 14 morti. Un "giorno di grande tristezza, tutto il Paese, il governo, si stringe intorno ai familiari delle vittime" ha detto il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini che ha partecipato al tavolo tecnico al Palacongressi di Stresa in provincia di Verbania all’indomani dell’incidente sul Mottarone. Gli aspetti ancora oscuri dell’incidente sul Mottarone, assicura, "verranno chiariti". "Il ministero già ieri sera ha istituto una commissione che si aggiunge alle indagini della magistratura" annuncia spiegando che non mancherà "l'impegno di tutte le istituzioni non solo per evitare che questo accada ancora, ma per aiutare chi è stato colpito". "Fin da ieri tutte le istituzioni hanno reagito in maniera straordinariamente rapida, efficiente e coordinata". "L'assistenza ai familiari (delle vittime e dell’unico sopravvissuto, ndr.) in questo momento è cruciale, le azioni che sono state messe in atto non devono terminare".

"E' importante che tutti mettano a disposizione la documentazione, che ci sia uno spirito di collaborazione anche nelle fasi successive" aggiunge. "Ringrazio il sindaco per una giornata di lutto cittadino, questa comunità proprio in un momento di ripartenza è stata particolarmente colpita da questo evento è ha dimostrato già nelle ore scorse senso di responsabilità e partecipazione".

Oltre alla Commissione governativa, la Procura di Verbania tenterà di far luce su quanto accaduto ieri, la caduta della cabina della linea Stresa-Mottarone. I primi accertamenti irripetibili sul cavo trainante, che si è spezzato e sul sistema frenante di sicurezza che non sarebbe entrato in funzione, potrebbero essere affidati a breve ad alcuni periti.

Presunti problemi sui dispositivi di sicurezza che potrebbero essere la causa della caduta della cabinovia, sebbene la manutenzione dell'impianto sembrerebbe in regola. Gli accertamenti riguarderanno anche la cabina di comando, la procura di Verbania che procede per omicidio colposo plurimo non vuole tralasciare nulla, a partire anche dallo studio della documentazione dell'autunno scorso sui controlli magnetoscopici.

A breve la procura potrebbe procedere alle prime iscrizioni nel registro degli indagati per consentire gli accertamenti irripetibili che richiedono la presenza dei consulenti di parte.

Sono gravi ma stabili le condizioni del bimbo di 5 anni rimasto, invece, ferito nello schianto della funivia. "Le condizioni sono stabili" ha ribadito il direttore generale della Città della Salute di Torino, Giovanni La Valle. "In questo momento è monitorato, resta in prognosi riservata e lo resterà per le prossime 48 ore". "Un dramma nel dramma". "La giornata di ieri è stata difficile dal punto di vista empatico ed emozionale, nonostante in ospedale si vedano tutti i giorni situazioni particolarmente drammatiche. Siamo rimasti tutti coinvolti come se fossero figli nostri". "La famiglia è qui, in ospedale, ma ha chiesto in questo momento il massimo riserbo, è in lutto per quello che è successo e in ansia per il bambino, non vuole per questo rilasciare alcuna dichiarazione" aggiungendo che la famiglia chiede di pregare con loro.

Il piccolo "è sedato e intubato - ha spiegato Giorgio Ivani, direttore della rianimazione del Regina Margherita - ieri sera ha fatto un intervento per mettere in sicurezza le fratture che aveva agli arti inferiori e superiori, ora resta sedato e addormentato nel corso della giornata faremo risonanza magnetica per valutare le condizioni del cervello. Per ora è presto per dire se ci siano danni permanenti".

Al momento accanto al piccolo ci sono i nonni paterni e la zia, sorella del papà, arrivati ieri sera da Pavia mentre in giornata sono attesi in arrivo da Israele i nonni materni. Il piccolo è l’unico sopravvissuto della tragedia costata la vita a 14 persone. Nello schianto, tra le vittime, ci sono il papà e la mamma del bambino, un fratellino e i bisnonni materni.

"Ho saputo cosa era successo dai messaggi di WhatsApp. Ho cominciato a ricevere tanti ‘mi dispiace‘, e non capivo perché. Ho chiamato mio fratello che non mi ha risposto così come mia cognata, allora ho chiamato i contatti di WhatsApp dicendo che non avevo idea del perché mi mandassero quei messaggini...due ore dopo abbiamo ricevuto la conferma dai carabinieri e capito che mio nipote era vivo perché il suo nome non era nell’elenco". E' notte quando la zia del bimbo di origine israeliana ricoverato in gravi condizioni al Regina Margherita di Torino per le ferite riportate nello schianto della funivia del Mottarone esce fuori dall’ospedale per qualche minuto per parlare al telefono con i parenti lontani.

Ancora non ha potuto vedere il nipotino, sottoposto nel pomeriggio a un lungo intervento chirurgico per stabilizzare le fratture. Dentro, ad aspettare notizie ci sono i nonni del piccolo, i suoi genitori, arrivati da Israele per stare un po’ con i nipotini. "Ho perso mio fratello, mia cognata, un altro nipotino - dice - e con loro sono morti anche i nonni di mia cognata, che dopo aver ricevuto il vaccino in Israele avevano deciso di venire in Italia per stare un po’ con i bis nipoti dicendo ‘cosa mai può succedere in Italia’".

Medico, da diciassette anni circa in Italia, la zia non si sbilancia sulle condizioni del bimbo che oltre alle fratture alle gambe, nello schianto ha riportato anche un politrauma. "Non sappiamo quale sarà la direzione, il trauma subito include il trauma cranico, bisogna vedere a lungo termine come andrà la situazione. Per adesso - conclude - siamo qui aspettando che ci facciano vedere il piccolo almeno da lontano".

La cabinovia è precipitata per “15-20 metri, poi ha rotolato per qualche decina di metri e si è fermata contro due tronchi di alberi”, spiega Giorgio Santacroce, tenente colonnello del Nucleo operativo dei carabinieri di Verbania. L’incidente è avvenuto poco prima delle 12 e l’impatto è stato devastante tanto che alcuni corpi sarebbero stati sbalzati e trovati ad alcuni metri di distanza dal cavo tranciato.

Chiusa nel 2014 una revisione generale, la funivia del Mottarone ha riaperto nel 2016 dopo due anni di lavori di manutenzione e ammodernamento, affidati alla società Leitner. Il 13 agosto 2016 è stata inaugurata la riapertura della funivia e tra ottobre-dicembre 2016 sono state anche rinnovate le relative stazioni di riferimento della funivia. Una scelta quella di chiudere non senza incertezze vista la longevità dell'infrastruttura. I lavori per la funivia che collega Stresa e la cima del Mottarone partono nel 1963 per sostituire il vecchio percorso ferroviario datato al 1911, con tanto di stazione in stile Liberty, con un nuovo impianto più funzionale e veloce. I lavori, affidati alla ditta Piemonte Funivie, vanno avanti alcuni anni fino all'inaugurazione dell'impianto il primo agosto del 1970.

Nel 2002 la funivia è stata sottoposta a una revisione straordinaria eseguita dalla ditta Poma Italia (ora Agudio). Nel 2009, a completamento dell'opera, è stata costruita dalla società Leitner una seggiovia biposto che dalla stazione di arrivo della funivia al Mottarone conduce alla croce in vetta al monte (1491 m s.l.m.), alle piste da sci e ad Alpyland, una nuova area divertimenti sorta nel 2010, e costituita da un alpine coaster (bob su rotaia).

La funivia è strutturata in due tronconi, ciascuno con due cabine dalla portata di 35 persone. Il primo troncone della funivia parte a 205 m in località Lido di Carciano, a Stresa e raggiunge la Località Alpino, dove si trova il Giardino botanico Alpinia. Il secondo tronco parte agli 803 m dell'Alpino e raggiunge un pianoro immediatamente sotto la vetta del Mottarone, posto a 1385 m, da questa posizione è possibile raggiungere i 1491 m a piedi o con una seggiovia realizzata nel 2009.

"I controlli, le verifiche, la manutenzione sono tutte a posto. Poi quel che è accaduto è tutto da verificare", ha detto l'avvocato Pasquale Pantano, difensore della società che gestisce la funivia del Mottarone, parla dopo l’incidente. L'impianto, da quanto risulta, è di proprietà del Comune di Stresa.

L'Ambasciatore israeliano in Italia Dror Eydar, il Console Eitan Avraham, e l’Ambasciata d’Israele stanno assistendo la famiglia delle vittime israeliane da quando hanno ricevuto la notifica dalla polizia locale "espletando anche tutti i passi necessari burocratici necessari per il rientro delle salme in Israele". "L’Ambasciatore d’Israele Dror Eydar ha espresso il suo profondo dolore per il crollo della funivia Stresa – Mottarone, sgomento per quanto accaduto ha espresso le sue condoglianze alle famiglie delle vittime". "Profondamente colpito dalla tragedia, l’Ambasciatore ha voluto fare per tutte le vittime una preghiera citando un verso del Profeta Isaia. 25,8 : 'Eliminerà la morte per sempre; il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto", si legge ancora nella nota.

I vescovi italiani, riuniti a Roma per la 74esima Assemblea Generale che verrà aperta oggi pomeriggio da papa Francesco, esprimono la loro "sentita partecipazione al dolore di quanti sono stati colpiti dal tragico incidente alla funivia Stresa-Mottarone e assicurano preghiere di suffragio per le quattordici vittime". "Profondamente colpiti da quanto avvenuto", i Vescovi, si legge in una nota , "si stringono al piccolo sopravvissuto e ai familiari delle vittime assicurando la vicinanza di tutta la Chiesa in Italia.

"Si tratta di un evento – afferma il cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana – che tocca nel profondo la sensibilità di tutti, soprattutto in considerazione del contesto di serenità e di svago nel quale si è consumata la tragedia. Il profondo dolore si fa adesso preghiera d’intercessione per i componenti delle cinque famiglie, di conforto per i loro cari e di sostegno per il bambino sopravvissuto e ricoverato in gravi condizioni presso l’ospedale di Torino".

Presente a Roma anche il vescovo di Novara, monsignor Franco Giulio Brambilla, Vice Presidente della Cei, in contatto costante con la diocesi che comprende il luogo dell’incidente. Ieri il presule ha chiesto che venga fatta piena luce sulla tragedia.

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