Trainspotting 2: Ewen Bremner racconta il suo Spud vent’anni dopo

Duccio Fumero
Ewen Bremner è nato a Edimburgo il 23 gennaio 1972 ed è noto soprattutto per aver interpretato il ruolo del simpatico e sfortunato Spud nel film Trainspotting. (Credits – Getty Images)

Vent’anni dopo Spud è cresciuto. Uno dei protagonisti del libro di Irvine Welsh “Trainspotting” e del bellissimo film del 1996 diretto da Danny Boyle è tornato sugli schermi assieme ai suoi vecchi amici per T2, il sequel e adattamento cinematografico dei romanzi Trainspotting e Porno. Trainspotting 2 che con Universal Pictures Home Entertainment esce giovedì 19 luglio in home video. A interpretarlo, come vent’anni fa, Ewen Bremner. Noi abbiamo fatto una chiacchierata con l’attore scozzese parlando di Spud, ma anche di Edimburgo e della Brexit.

Come è stato indossare di nuovo i panni di Spud dopo vent’anni?
E’ stato un regalo, un regalo fantastico che mi è stato fatto. Sono stato l’uomo più felice al mondo, per aver potuto lavorare di nuovo con un bellissimo gruppo di amici. Pensando poi a Spud, molti vedono in lui solo un carattere da commedia, ma in verità è più profondo, ha un lato tragico che mi piace tantissimo.

Spud vent’anni dopo. Ma quanto di te c’è nel nuovo Spud e quando di te c’era nel giovane Spud di vent’anni fa?
Devo confessarti che nella mia carriera d’attore io ho scoperto di aver bisogno di riconoscermi nei personaggi che scelgo di interpretare. Devo potermi riflettere in loro con le mie esperienze e devo sentire una vera e propria connessione tra Ewen Bremner e il personaggio che porto al cinema. Con Spud ho tanto in comune, dallo humor ai comportamenti e atteggiamenti – anche fisici – per passare a parte delle mie esperienze che sono comuni con lui.

Possiamo dire che c’è molto di me in Spud, ma c’è anche molto di Spud in me. Nella sua figura io ho ritrovato molte delle cose che io amo di più. Cosa è cambiato in vent’anni? La mia esperienza d’attore, ho imparato molto con diversi registi e ho potuto mettere questa esperienza a disposizione di Spud.

In T2 i quattro protagonisti del film originale, Ewan McGregor, Robert Carlyle, Jonny Lee Miller e Ewen Bremner. (Credits – Getty Images)

L’Edimburgo che abbiamo letto e visto in Trainspotting è molto diversa da quella ‘da cartolina’ cui siamo abituati da turisti. Tu sei nato e cresciuto a Edimburgo. La tua città era più quella di Irvine Welsh o quella da cartolina?
Guarda, ogni città del mondo ha i suoi ghetti, ha la sua apartheid sociale, con i disadattati e i rinnegati dalla stessa città. Succede in tutto il mondo e, ovviamente, anche Edimburgo ha il suo lato oscuro. Molte zone della mia città sono quelle raccontate da Welsh, ma devo dire che negli ultimi 20 anni Edimburgo è cambiata molto, è più europea, moderna, è più metropoli. La nostra mentalità è cambiati di pari passo, è più internazionale e meno provinciale. Merito anche degli italiani che sono venuti a studiare e lavorare, come degli altri europei trasferitisi qui.

Purtroppo, però, adesso che la Gran Bretagna ha scelto di uscire dall’Europa da noi si sente una paura, una rabbia maggiore, è diventato nuovamente difficile vivere e ci si trova peggio. Ma, ripeto, Edimburgo è una città dai molti colori, dalle sfaccettature più diverse e io l’amo così.

Parliamo di T2. E’ un sequel, su questo non ci piove. Ma credi che sia un film che va visto obbligatoriamente dopo aver già visto Trainspotting o può essere un film “stand alone”?
Il film è molto ricco, con caratteri molto complessi. Danny (Boyle, il regista, ndr.) è un grande storyteller e chi ha visto T2 senza aver visto l’originale mi ha confessato di essere uscito dal cinema entusiasta e con la voglia di vedere quello del 1996. E’ una storia scritta così bene, con così tante sfaccettature, che è uno stand alone senza problemi. E’ un sequel, ma rispetto al primo film T2 ha da dare e da dire molto anche sul concetto di perdita della gioventù.

Sai, quando io ero giovanissimo vedevo tantissimi film, spesso anche pellicole non ancora adatte alla mia età. Dopo anni li ho voluti rivedere per capire quelle letture che vi erano nascoste e che da troppo giovane non avevo potuto apprezzare. Ecco Trainspotting 2 credo sia uno di quei film che vedi e poi hai voglia di rivedere il primo per apprezzarlo di più ora e, dopo, vuoi rivedere il secondo per averne una nuova lettura ancora diversa.

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