Tramonta Giorgetti a Bruxelles

Angela Mauro

Ignazio Corrao del M5s dice che la Lega ha avuto addirittura una reazione “isterica” quando ieri ha deciso di votare no alla nomina di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione europea. “I 5stelle volevano aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno e invece si sono trasformati nel tonno!”, ribatte la leghista Mara Bizzotto.

All’indomani del voto sulla nuova guida della Commissione, Lega e cinquestelle se le danno di santa ragione. Il sì dei pentastellati e il no della Lega aprono un solco che fa traballare i piani leghisti. Salta l’accordo su Giancarlo Giorgetti commissario europeo. Certo il vicepremier leghista fa fatica a renderlo ufficiale. Ma è evidente che, alla luce di come è andata ieri, all’Europarlamento Giorgetti non passerebbe. E pare che allo stesso sottosegretario sia passata la voglia di trasferirsi in Europa. A Strasburgo, è chiaro, la maggioranza europeista – seppure risicata - punta evidentemente ad ‘archiviare’ la Lega, con l’aiuto dei cinquestelle convinti e orgogliosi di questa linea. “La Lega fa harakiri: Giorgetti commissario è mission impossible”, avvertono infatti i pentastellati.

E ora? Ecco come la spiega Fabio Massimo Castaldo: il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, “ha negoziato con i partner europei un commissario di peso per l’Italia”, ma “la Lega ha sconfessato quel patto” e adesso ”è difficile che un suo candidato possa passare le audizioni in Parlamento”. Chiaro. Ma adesso che succede?

A quanto apprende Huffpost, spetterà comunque a Matteo Salvini proporre due nomi. A patto che siano ‘papabili’ per passare il test di Strasburgo. L’idea di massima che gira nel governo è di candidare figure ‘terze’ rispetto ai due partner di maggioranza, tipo Tridico o Foa rispettivamente scelti per Inps e Rai. Sarebbe un’ipotesi che potrebbe andar bene sia al M5s e che alla Lega. Certo, va trovato l’accordo sul nome. E la situazione di scontro su tutto non depone...

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