Trapani, bruciavano rifiuti pericolosi: arrestati padre e figlio

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Palermo, 12 giu. (askanews) - I Carabinieri del Comando per la Tutela Ambientale, coadiuvati da personale del Comando Provinciale Carabinieri di Trapani, hanno posto due persone agli arresti domiciliari eseguendo, su richiesta della Procura della Repubblica di Marsala, numerose perquisizioni e sequestri disposti dal Gip nei confronti di due imprenditori locali, padre, 66enne e figlio 32enne, titolari di una societ che opera nel settore dello smaltimento dei rifiuti.

La Procura della Repubblica di Marsala procede per i reati di combustione illecita di rifiuti, realizzazione di discariche abusive, getto pericoloso di cose e inquinamento ambientale in concorso. L'indagine era partita dopo una serie di incendi di rifiuti speciali pericolosi e non, nelle aree rurali delle contrade "Borgo Rinazzo" di Marsala e "Borgo Montalto" di Mazara del Vallo.

Secondo gli inquirenti gli indagati, padre e figlio, con l'ausilio di un loro collaboratore di nazionalit rumena, erano soliti, con il favore delle tenebre, effettuare le operazioni di illecito smaltimento dei rifiuti, solo dopo preventivi e accurati sopralluoghi delle aree individuate, finalizzati a verificare la presenza, in loco e lungo il tragitto, delle forse dell'ordine. Gli stessi automezzi che trasportavano i rifiuti erano preceduti da una staffetta, che si preoccupava di verificare l'assenza di qualsivoglia pericolo.

Per ben 19 volte, gli eco criminali, con l'uso di liquido infiammabile, hanno bruciato rifiuti, quantificati in circa 380 tonnellate, con un illecito profitto, derivante dal risparmio dei costi da sostenere in caso di corretto smaltimento degli stessi, pari a 800.000 Euro circa.

Nel corso delle operazioni, i militari del NOE di Palermo hanno, inoltre, sottoposto a sequestro preventivo: 2 impianti di trattamento e recupero rifiuti; l'automezzo utilizzato per il trasporto dei rifiuti; l'autovettura utilizzata, quale staffetta, per il controllo del territorio; 4 aree interessate dagli illeciti smaltimenti e dalla successiva combustione dei rifiuti; alcuni beni di propriet degli indagati (capannoni e carri gru per la movimentazione dei rifiuti). Il valore complessivamente dei beni sottoposti a sequestro ammonta a circa 1 milione e 650mila euro.