Trapianti: ha 97 anni e mezzo la donatrice più anziana d'Italia

(Adnkronos) - La donatrice d'organi più anziana d'Italia ha 97 anni, 6 mesi e 29 giorni. Lo annuncia il Centro nazionale trapianti, che dà notizia di un prelievo di fegato eseguito all'ospedale 'Profili' di Fabriano in provincia di Antona, sull'anziana deceduta sabato scorso dopo un'emorragia cerebrale. "Nel 2019 a Firenze, nel 2018 a Grosseto, nel 2008 a Ravenna e nel 2003 a Savona erano già stati prelevati organi a donatori con 97 anni compiuti, ma nessuno longevo come la donatrice di Fabriano", sottolinea il Cnt.

Nel 2021 - evidenzia il Cnt in una nota - l'età media dei donatori in Italia è stata di 60,4 anni, contro un'età media di 52 anni nel 2002. Complessivamente, l'anno scorso il 46,8% dei prelievi d'organo è stato effettuato su persone decedute over 65 e il 13,6% dei donatori aveva più di 80 anni.

"L'età media dei donatori sta salendo per via dell'aumento dell'aspettativa di vita, ma soprattutto grazie a una sempre maggiore capacità della rete trapiantologica di utilizzare con successo organi anziani, mantenendo standard qualitativi e di sicurezza molto elevati anche in questo tipo di trapianti", afferma il direttore del Centro nazionale trapianti, Massimo Cardillo. "In particolare - precisa - il fegato può mantenere una funzionalità ottimale anche in età molto avanzata e questo consente prelievi anche da persone ultranovantenni. In questo caso il merito va al Centro regionale trapianti delle Marche e al coordinamento dell'ospedale di Fabriano per aver portato a termine la donazione, naturalmente grazie al consenso dei familiari della donatrice, che ringraziamo per la loro generosità".

"Purtroppo - osservano dal Cnt - spesso le persone più anziane sono erroneamente convinte di non poter donare gli organi per ragioni anagrafiche e per questo, al momento del rinnovo della carta d'identità, si astengono o registrano un'opposizione al prelievo: nel 2021 il tasso di opposizione tra gli ultraottantenni si è attestato al 61,7%, contro il 31,1% della popolazione generale". Ma "il caso di Fabriano - conclude Cardillo - è la testimonianza che tutti possono dare il consenso alla donazione degli organi, a prescindere dalla propria età: è importante informare correttamente le persone più anziane, perché anche il loro sì può consentire di salvare la vita di un paziente in attesa di trapianto".