I trapianti con la pelle di suino per riacquistare la vista

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AGI - “Venti pazienti riacquisiscono la vista grazie agli impianti in pelle di maiale”. È il titolo di un servizio del Paìs che rende nota la scoperta di alcuni ricercatori di oftalmologia alla Johns Hopkins Medicine che sono riusciti a progettare protesi oculari “a partire dalle proteine contenute nella pelle di maiale”, riuscendo per altro a ripristinare la vista a ben quattordici persone. Si tratta di un correttivo della “disabilità visiva dovuta alla malattia dello stroma corneale colpisce milioni di persone in tutto il mondo”.

Tradotto, vuol dire che “la perdita di trasparenza corneale è tra le principali cause di cecità nel mondo” ma ora questa disfunzione “può essere trattata mediante trapianto”, anche se – osserva il quotidiano - più della metà della popolazione mondiale non ha accesso al trapianto di cornea per mancanza di infrastrutture per la donazione di tessuti e per motivi economici, culturali, tecnologici, politici ed etici.

Però adesso un nuovo studio potrebbe cambiare le sorti di molti pazienti, in quanto dimostra la possibilità di ripristinare la vista dei pazienti "usando un approccio che è potenzialmente altrettanto efficace, più sicuro, più semplice e più ampiamente disponibile" rispetto a un trapianto di cornea da un donatore". Nel dettaglio, i ricercatori “hanno bioingegnerizzato un dispositivo medico impiantabile come sostituto del trapianto umano”.

Come materia prima, hanno utilizzato tessuto di maiale per formare una soluzione di collagene purificata, che è già utilizzata nei dispositivi medici approvati e questa soluzione “è stata utilizzata per progettare un idrogel che imita la cornea umana”. I chirurghi hanno poi praticato un'incisione nella cornea del paziente per ispessirla e rimodellarla in modo che potesse ripristinare la funzione.

Il risultato, scrive il Paìs, è che “l'esperimento è stato condotto su venti pazienti affetti da cheratocono, di cui 14 erano stati resi completamente ciechi. Dei pazienti, tre hanno riacquistato totalmente la vista e gli altri l'hanno riacquistata parzialmente. Dopo due anni, i loro corpi non avevano rigettato gli impianti e non avevano infiammazioni o cicatrici, convalidando il successo del trapianto, poiché i rigetti si verificano l'anno dopo l'operazione”.

Tradizionalmente, il tessuto umano è necessario per i trapianti di cornea, ma ci sono pochi volontari che si offrono per donarlo dopo la morte. Il sostituto poco costoso e ampiamente disponibile potrebbe ampliare il numero dei trapianti. Il corpo, per altro, “sembra assorbire abbastanza bene il tessuto del maiale ", ha detto il dottor Uri Soiberman, assistente professore di oftalmologia alla Johns Hopkins.

Chiosa il Paìs: “Gli xenotrapianti sono un grande tema di dibattito nella comunità scientifica. Lo scorso gennaio, negli Usa, David Bennett è stato il primo uomo a ricevere un trapianto di cuore da un maiale geneticamente modificato”. Due mesi dopo la morte, si è rivelato che l'innesto era contaminato da un virus suino.