Trapianto di microbiota dimezza giorni degenza infezione da Clostridium -4-

red/Rus

Roma, 5 nov. (askanews) - "Tali risultati", sostiene il dottor Gianluca Ianiro, gastroenterologo presso l'Area Medicina Interna, Gastroenterologia e Oncologia medica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e primo autore dello studio, "hanno due importanti implicazioni. Anzitutto per la prima volta abbiamo dimostrato che il trapianto fecale migliora la sopravvivenza complessiva di questi pazienti, che mediamente sono di base molto fragili e defedati, ed è il motivo per cui sviluppano tale infezione. Questo vuol dire che la rigenerazione del microbiota sano riesce a riequilibrare il microambiente intestinale e a ripristinare le funzioni vitali del microbiota, in primis quella di regolazione del metabolismo e delle funzioni immunitarie. La seconda conseguenza - conclude Ianiro - è che, con una tale riduzione della lunghezza media delle ospedalizzazioni, diventa antieconomico (anche se degli studi adeguati di costo-efficacia vanno ancora condotti) non avere tale metodica disponibile in ogni ospedale".