Trasformazione digitale: come creare valori dai dati

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Matera, 1 ott. (Adnkronos/Labitalia) – La trasformazione digitale e il ruolo dei dati nella creazione di valore economico e sociale, sono stati i punti centrali dell', tenutosi a Matera il 24 settembre, ultimo appuntamento di avvicinamento all’EY digital summit in programma dal 5 al 7 ottobre.

Negli ultimi due anni in Italia il traffico dei dati è raddoppiato grazie a smart working, didattica a distanza, acquisto di beni, utilizzo di servizi online e al consolidamento degli oggetti connessi stimati oltre i 90 milioni, di cui solo un terzo rappresentato da smartphone. La crisi pandemica ha fatto capire l’importanza di accelerare il processo di modernizzazione del Paese attraverso la trasformazione digitale. In particolare, uno dei temi emergenti è rappresentato dalla possibilità di generare valore a partire dai dati per tutti gli stakeholder, perseguendo nuovi modelli di business in tutti i settori.

Grazie alle risorse stanziate dal pnrr, oggi ci troviamo di fronte ad un’occasione storica per dare una svolta concreta al percorso di trasformazione digitale, da cogliere al volo per accelerare la ripresa del sistema economico "La digitalizzazione è un importante acceleratore per la crescita economica, la produttività e l'occupazione del Paese, ma ci sono alcuni gap da colmare, come la diffusione della banda larga e il potenziamento delle competenze digitali di tutti. Un nodo centrale è quello dell'interoperabilità dei dati tra Pubbliche Amministrazioni, che deve sempre essere accompagnata dalla sicurezza dei dati stessi", dichiara in apertura del summit Mauro Minenna, coordinatore del dipartimento per la Trasformazione digitale.

Ma quali saranno i fattori di successo della rivoluzione digitale e dell’estrazione di valore dai cosiddetti ‘big data’? Ne hanno discusso imprenditori, istituzioni e manager nell'evento EY From data to value andato in scena a Matera. La scelta di Matera non è casuale. Già capitale europea della cultura nel 2019, la ‘città dei sassi’, è infatti sede della 'Casa delle tecnologie emergenti', uno dei progetti di punta del Mise in tema di tecnologie innovative. Il progetto è stato lanciato con l'obiettivo di supportare programmi di ricerca e sperimentazione, sostenere la creazione di startup e il trasferimento di competenze tecnologiche, basate sull'utilizzo di tecnologie emergenti quali blockchain, intelligenza artificiale, iot (internet of things).

"Matera è una città smart, prima in Italia ad avere creato un modello Digital Twin della città che permette di poter immaginare scenari ed eventi prima che essi avvengano, monitorando il territorio sotto diversi aspetti. Un approccio di smart city reso possibile anche grazie a partner importanti e all'acquisizione di dati e il loro uso con finalità di welfare dei cittadini", afferma Alberto Acito, vicesindaco di Matera.

Le aziende che hanno reagito meglio alla crisi dovuta alla pandemia sono proprio quelle con un modello operativo maggiormente orientato al digitale, che in più di un caso hanno anche aumentato le opportunità di business. Anche per questo appare evidente come la trasformazione digitale e il ruolo dei big data nella creazione di valore rappresentino due punti centrali nella sfida per riuscire a competere come sistema paese a livello globale, soprattutto perché l'Italia risulta ancora indietro rispetto a molti Paesi europei. Infatti, i dati emersi dal Desi 2020 (Digital economy and society index della Commissione europea) posizionano il nostro Paese al 25° posto rispetto ai 27 paesi dell'Unione europea come livello complessivo di digitalizzazione. Inoltre, tra le aziende uno dei pochi strumenti digitali ad oggi utilizzato è la fatturazione elettronica, grazie all’introduzione dell’obbligo normativo.

Quali sono le leve su cui agire per completare la trasformazione digitale? Completamento delle infrastrutture digitali, sviluppo di servizi e utilizzo di tecnologie personalizzate, comprensione delle esigenze dei soggetti ed investimenti nel capitale umano. La Pubblica amministrazione, anche grazie al pnrr, può giocare un ruolo centrale per la modernizzazione dei servizi a favore di cittadini e imprese e, in particolare per la sanità, con la creazione di nuovi modelli di assistenza basati sul digitale.

Per il consolidamento delle infrastrutture digitali, di fondamentale importanza per lo sviluppo dei nuovi servizi, una serie di iniziative sono state già avviate, tra cui ad esempio: la proposta di una strategia cloud italia per definire un polo strategico nazionale, la costituzione dell'Agenzia per la cyber sicurezza nazionale, il completamento delle consultazioni con gli operatori di telecomunicazioni per la definizione di un bando di gare per l'estensione delle infrastrutture a banda ultralarga anche alle cosidette aree grigie.

Una mole così importante di dati accessibili delinea nuove sfide emerse durante il dibattito di Matera, tra cui la capacità di estrarre dai dati valore per tutti i diversi stakeholder coinvolti nella catena del valore e la capacità di sviluppare nuovi servizi o ridisegnare servizi tradizionali in chiave innovativa. Oltre al tema della raccolta dei dati, si pone il tema del controllo e della gestione degli stessi in termini di sicurezza, standardizzazione, interoperabilità, compliance a norme.

"In fatto di utilities le tecnologie disponibili sono tante e quindi la mole di dati da gestire è enorme. Il controllo da remoto della catena diventa uno strumento fondamentale per poter intervenire tempestivamente sulla rete, anche tramite modelli di digital twin. Dunque la questione del controllo è centrale per poter offrire servizi migliori e personalizzati", dichiara Edoardo Fistolera, chef digital & information officer, Gruppo Dolomiti Energia.

La creazione di valore dai dati a disposizione impone profonde riflessioni su diversi ambiti di azione tra cui nuovi modelli di servizio, di business, filiere sempre più integrate e connesse.

In questo contesto è centrale il ruolo delle risorse umane, con particolare riferimento all’adeguata formazione dei giovani e al re-skilling delle risorse già attive. A tale proposito Stefano Scabbio, president southern Europe Manpower Group, dice: "In un contesto in cui le aziende italiane stanno digitalizzando come mai prima e con un indice di previsione netta sull'occupazione di +28% in termini di volontà di assunzione delle aziende, l'aspetto più critico è che le aziende non riescono a trovare i profili specializzati. Mancano i talenti per l'85% delle richieste aziendali. Per questo dobbiamo continuare la trasformazione delle competenze, upskill e reskill con velocità e in maniera sempre più specifica".

"C'è bisogno di una trasformazione culturale e di processo. Per esempio i procedimenti delle Pa devono essere ripensati con servizi digitali personalizzati più vicini alle reali esigenze dei cittadini e basati su criteri come proattività e automazione", afferma Vincenzo Caridi, Cio, Inps.

Le aziende, specie quelle operanti nel B2C, per essere competitive dovranno impegnarsi sempre più nel proporre esperienze personalizzate progettate sull'analisi di big data con particolare riferimento a: dati master e di consumo coerenti in tutti i canali, visibilità dell'intera rete di valore, accesso in tempo reale a tutti i dati, strutturati e non, analisi qualitativa e quantitativa della percezione e del feedback dei consumatori per disegnare esperienze sempre più personalizzate.

In particolare sull'importanza della visibilità delle filiere si è soffermato Stephen Taylor, innovazione e sistemi complessi (isc), area science park: "Innovazione significa creare un ecosistema digitale con accesso aperto a tutti gli operatori della catena. E in più coinvolgere aziende anche di altre filiere per poter creare benefici alla collettività. A mio avviso, un settore che può usufruire al meglio di questo modello di open innovation è l'agroalimentare".

Per raggiungere tali obiettivi strumenti come blockchain, intelligenza artificiale, realtà aumentata avranno un ruolo sempre più strategico per trasformare il settore consumer products, retail e il settore industriale, con particolare focus sia sulla personalizzazione dell'esperienza di acquisto e consumo che in ottica di efficienza produttiva e redditività. Concetti sostenuti da diversi imprenditori presenti al meeting di Matera, tra cui Giovanna d'Esposito, general manager Southern Europe Uber, che dichiara: "Per creare valore reale dai dati, il cliente e le sue esigenze devono sempre essere al centro. Una centralità della user experience che si esprime con nuovi servizi che corrispondono a nuovi dati. Soluzioni anche a favore della collettività e della sostenibilità ambientale".

Le risorse finanziare dell'Ue e le ‘missioni’ del pnrr disegnano uno scenario ideale per avviare il Paese verso la definitiva transizione digitale, anche attraverso l'utilizzo dei big data come fonte di creazione di valore economico e sociale. Ma affinché questa grande occasione non vada sprecata è necessario tenere presenti diversi fattori.

"Primo fra tutti quello di avere una visione olistica che preveda la formazione di ecosistemi integrati tra i vari soggetti. Un secondo fattore è legato alla capacità di mettere al centro le persone, sia come destinatari dei servizi che attuatori degli stessi. Non ultima, la capacità di ‘execution’ dei tanti e ambiziosi progetti previsti", conclude Giuseppe Donatelli, partner EY.

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