Trasfusione sul mezzo di soccorso: donna respinta da due strutture

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Trasfusione ambulanza Napoli
Trasfusione ambulanza Napoli

Una donna anemica e positiva al coronavirus è stata respinta da due ospedali di Napoli, il San Paolo e il Cardarelli, ed è stata costretta a ricevere una trasfusione in ambulanza: l’episodio è accaduto martedì 27 ottobre 2020, giorno in cui nella provincia napoletana erano pressoché esauriti i posti letto nei nosocomi.

Trasfusione in ambulanza a Napoli

A raccontare l’episodio è stato un autista di un’autolettiga di tipo B. Vale a dire uno di quei mezzi che viaggia con a bordo guidatore e infermiere ma senza medico. Così si sente in un’audio su WhatsApp inviato ad alcuni operatori sanitari ed entrato in possesso del Corriere del Mezzogiorno: “Al San Paolo ci hanno chiuso le porte in faccia e la centrale ci ha mandato al Cardarelli. Il Cardarelli ci ha chiuso le porte in faccia e la centrale ci ha detto di rimanere qui e di insistere”.

Dato che la situazione non si sbloccava, si è instaurata una discussione in cui sono anche intervenuti i Carabinieri. A quel punto i sanitari hanno deciso di fare la trasfusione direttamente in ambulanza per evitare che la signora venisse rimbalzata in una terza struttura. La donna non ha comunque potuto entrare nel nosocomio perché i posti erano esauriti.

Si tratta di uno dei diversi episodi che stanno accadendo in provincia di Napoli, dove i posti letto per i pazienti positivi si sono esauriti e l’accettazione nei Pronto Soccorso di Acerra, Pozzuoli, Frattamaggiore e Giugliano è bloccata. L’indicazione data al personale del 118 è infatti quella di soccorrere i soggetti contagiati e di attendere in fila davanti agli ospedali di riferimento. Sono infatti molti i pazienti visitati direttamente sui mezzi di soccorso e dimessi senza che siano mai entrati in ospedale.