Nazioni Unite, Turchia ed Ucraina portano avanti l'accordo sul grano

Trattative serrate per il grano: Turchia, Ucraina e Nazioni Unite portano avanti l'accordo sul grano del Mar Nero, nonostante il ritiro della Russia.

Previsto l'imminente transito di 16 navi nell'area: l'accordo, sottoscritto lo scorso luglio, consente le esportazioni di grano dall'Ucraina.

Il presidente turco si dice determinato a farlo funzionare.

"Con il meccanismo congiunto stabilito ad Istanbul - dice Erdogan - abbiamo fornito una relativa riduzione della crisi alimentare, offrendo 9,3 milioni di tonnellate di grano ucraino al servizio del mondo.

La Turchia continuerà i suoi sforzi per trovare una soluzione alla crisi alimentare, come fatto sinora, sebbene la Russia sia riluttante riguardo all'accordo poiché non godrebbe delle stesse agevolazioni".

Esprimendo preoccupazione per la situazione, il Segretario Generale dell'Onu, António Guterres, ha momentaneamente rinviato la partecipazione a un vertice della Lega Araba per cercare di rilanciare l'accordo.

Sabato scorso, la Russia aveva annunciato la sospensione dell'accordo, mediato dalle Nazioni Unite, in risposta ad un attacco da parte di presunti droni aerei e subacquei ucraini alla sua base navale di Sebastopoli, in Crimea.

Il vice ministro degli Esteri russo, Andrei Rudenko, ha ricordato che Mosca ha convocato una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per indagare sull'attacco ucraino alla flotta russa nel Mar Nero e della conseguente intenzione di sospendere l'accordo sul grano.

Khalil Hamra/Copyright 2022 The AP. All rights reserved.
Una nave ucraina ispezionata. - Khalil Hamra/Copyright 2022 The AP. All rights reserved.

L'accordo firmato lo scorso 22 luglio a Istanbul, ha consentito all'Ucraina di trasportare più di 9 milioni di tonnellate di cereali e semi oleosi, mentre la Russia è stata autorizzata ad esportare cibo e fertilizzanti, contribuendo a ridurre i prezzi alimentari del 15% rispetto al picco di marzo, dopo che la guerra in Ucraina aveva reso pericolosa la rotta commerciale.

L'Onu, l'Unione europea e gli Stati Uniti hanno esortato la Russia a revocare la sua decisione, tra i timori di una crisi alimentare globale.

La Nato ha accusato Vladimir Putin di “usare la fame come un'arma".