Tre anni fa il delitto, Sara uccisa e bruciata dall’ex

webinfo@adnkronos.com

Era la notte del 29 maggio di tre anni fa quando Sara Di Pietrantonio, studentessa di 22 anni venne strangolata e data alle fiamme in via della Magliana a Roma dal suo ex fidanzato Vincenzo Paduano. All’alba, dopo la segnalazione di un’auto in fiamme, i vigili del fuoco intervenuti a spegnere l’incendio trovarono a poca distanza dall’auto il corpo semicarbonizzato di Sara. 

Gli agenti della squadra mobile condussero le indagini e, sentiti i familiari e gli amici, arrivarono in breve tempo a individuare Paduano, come possibile colpevole dell'omicidio: l'uomo continuava a perseguitare Sara nonostante la relazione tra i due fosse finita.  

Fermato, Paduano confessò di aver ucciso Sara per gelosia. Secondo la ricostruzione della notte del delitto l'uomo, mentre era di turno come vigilantes, lasciò il posto di servizio arrivando sotto casa del ragazzo che frequentava in quel periodo Sara. Aspettò che la giovane lo riportasse a casa e iniziò a seguirla. Paduano speronò l’auto della ex costringendola a fermarsi, e una volta bloccata in strada la tramortì e strangolò dandola alle fiamme.  

Condannato in primo grado all’ergastolo, la pena venne ridotta in appello a 30 anni di reclusione ritenendo il reato di stalking assorbito in quello di omicidio. Oggi, dopo la decisione della Cassazione di rinviare a una nuova sezione della Corte d’Appello il processo per rideterminare la pena, Paduano è stato condannato all’ergastolo.