Tre Cime, da tre giorni in parete 2 alpinisti rifiutano aiuto

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Roma, 2 set. (askanews) - Da tre giorni, notti all'addiaccio comprese, sono ancora in parete, sulla Ovest delle Tre Cime di Lavaredo: due alpinisti spagnoli, 45 anni lui, 36 lei, di Barcellona, sono in difficoltà, non riescono né a scendere né a salire, ma hanno rifiutato il recupero da parte del soccorso alpino e vogliono continuare a provare la scalata. Ma adesso è arrivata anche la pioggia. Il soccorso alpino del Veneto continuerà comunque a monitorare la situazione.

Ieri sera alle 20.20 circa - spiega su Facebook il soccorso alpino - il capo del soccorso alpino di Auronzo è stato contattato nuovamente dai due alpinisti: sabato sera i due non erano rientrati dalla Cima Ovest di Lavaredo ed era scattato l'allarme. Ieri mattina, dopo la notte all'addiaccio era stata individuata a metà della via Cassin, ma aveva rifiutato il recupero con l'elicottero per proseguire autonoma nella scalata, aveva quindi raggiunto la cengia alta, e si trovava in difficoltà e chiedeva quindi informazioni sul rientro.

Dalle foto ricevute, i soccorritori avevano capito che i rocciatori si trovavano dalla parte opposta rispetto alla normale. Dopo aver spedito loro due relazioni, spiegando dove si trovavano esattamente e cosa avrebbero dovuto fare, li hanno invitati ad attendere le prime luci e ripartire all'alba, per non mettersi in condizioni di rischio dato che avevano già passato la notte in parete. Dopodiché è stato chiesto anche al personale del Rifugio Auronzo di andare a tranquillizzare i genitori dell'uomo: la madre già domenica mattina aveva avuto un malore causato dall'agitazione. Questa mattina i soccorritori hanno mandato un messaggio al rocciatore per sapere come stavano. Non ricevendo risposte, è stato chiesto ai genitori se volevano che intervenisse l'elicottero per una seconda perlustrazione. A risposta affermativa, è intervenuta l'eliambulanza di Treviso che ha imbarcato personale della scuola alpina della guardia di finanza per indirizzare l'equipaggio sulla via. Appena individuati, anche questa volta - sottolineano i soccorritori - pur essendo poco distanti da dove si trovavano ieri sera e malgrado il tempo in peggioramento, gli scalatori hanno rifiutato di essere imbarcati e l'elicottero è rientrato.

Ma a quanto sembra le difficoltà non erano finite: più tardi l'uomo - continua il racconto del soccorso alpino - ha iniziato a mandare foto degli ancoraggi e della vista della Cima Grande per far capire la propria posizione e avere indicazioni. I soccorritori lo hanno sollecitato a chiedere subito l'intervento del 118, se pensava di non riuscire a scendere viste le brutte previsioni del tempo, per non rendere molto difficile il rientro - e sottolineando la preoccupazione dei suoi genitori - ma l'alpinista non ha più risposto.

Il Soccorso alpino comunque sta continuando a monitorare la cordata. Mentre sui social i due alpinisti sono presi di mira per la loro imprudenza e sono in molti a chiedere che una volta scesi, gli sia presentato "il conto dell'elicottero e quant'altro".