Tre donne tra il Novecento e oggi: il femminismo e la Fondazione

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Tre donne tra il Novecento e oggi: il femminismo e la Fondazione
Tre donne tra il Novecento e oggi: il femminismo e la Fondazione

Roma, 12 nov. (askanews) – Uno spazio espositivo complesso e interessante, tre artiste donne e una ricerca curatoriale che spazia dai primi del Novecento a oggi. La Fondazione, a Roma, presenta una mostra a tre, che ci è stata raccontata dal curatore, Pier Paolo Pancotto

“La mostra – ha detto ad askanews – pone in dialogo due artiste contemporanee, Claire Fontaine e Marinella Senatore, con un’artista storica, attiva dai primissimi anni del Novecento. Il fil rouge che unisce le tre autrici è il seguente: Pasquarosa ha, forse anche involontariamente, preceduto nei contenuti e nella forma alcune iniziative poi seguite da Claire Fontaine e Marinella Senatore. E’ stata idealmente una sorta di proto femminista, senza neppure rendersene conto, ma lo ha fatto con i fatti”.

Proprio la figura di Pasquarosa, donna che ha in un certo senso inventato se stessa, prima come modella e poi come artista, vivendo a contatto, per esempio, con un mostro sacro della cultura italiana come Luigi Pirandello, è il fulcro intorno a cui ruota la mostra della Fondazione. E dalla sua storia arriva un messaggio, che l’esposizione romana prova a propria volta a incorporare.

“Grazie ai meriti, grazie all’intelligenza e alla sensibilità – ha spiegato il curatore – si può cambiare completamente un’esistenza. In questo senso è un omaggio all’intelligenza in generale, in questo caso all’intelligenza femminile”.

Accanto alle opere di Pasquarosa, poi, si muovono i lavori, concepiti per questa mostra, da Claire Fontaine e Marinella Senatore, che qui portano una riflessione fortemente politica, oltre che potente dal punto di vista artistico, sulla condizione femminile. E la sensazione finale è che tutte le opere esposte tendano a fondersi in un’unica, grande installazione.

“E’ una mostra molto installativa – ha concluso Pancotto – nel senso che le opere sono collocate in maniera tale che devono essere un po’ scoperte dal visitatore, anche gli stessi statement di Claire Fontaine devono essere un po’ individuati, perché io vorrei che le persone leggessero”.

Anche questa mostra si inserisce nella filosofia della Fondazione, ossia offrire “una casa per gli artisti, un luogo dove sia possibile dare vita a sperimentazioni ed esperienze inedite”.