Tre ergastoli al clan Spada: "È un'associazione mafiosa"

Virginia Raggi al maxi processo Spada

Tre ergastoli e riconoscimento dell'associazione mafiosa. È quanto deciso dai giudici della Corte d'Assise di Roma nel maxiprocesso ad appartenenti al clan Spada. Ergastoli per i capi Carmine Spada, detto Romoletto, per Roberto Spada, già condannato per la vicenda della testata ad un giornalista della Rai e per Ottavio Spada, detto Marco. In totale sono 17 i condannati e 7 gli assolti.

VIDEO - Roma, colpo alla mafia degli Spada a Ostia: 31 arresti

I giudici della Corte d'Assise hanno confermato i capi d'accusa dopo oltre nove ore di Camera di consiglio, confermando il 416bis agli imputati a processo per associazione a delinquere di stampo mafioso e videocollegati dai rispettivi carceri.

Ilaria Calò e Mario Palazzi, i due pm che hanno istruito il processo, nel corso della requisitoria avevano chiesto duecentootto anni più tre ergastoli per associazione a delinquere di stampo mafioso nei confronti degli imputati che avevano scelto il rito ordinario nel maxi processo del clan.

L’aula bunker, nell'attesa della sentenza, si era riempita di cittadini di Ostia che volevano assistere alla lettura del verdetto, inclusa la sindaca Virginia Raggi che ha commentato così: "Questa sentenza riconosce che sul litorale di Roma c'è la mafia. Si può parlare di mafia a Roma. Ringrazio magistratura e forze dell'ordine e soprattutto quei cittadini che denunciano la criminalità. Io sono qui per stare accanto a quei cittadini. Restituire fiducia ai cittadini onesti che per troppo tempo hanno avuto paura".