A tre giovani artisti i premi “Teogonia, Tracce di Futuro”

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Roma, 11 lug. (askanews) – Sono stati consegnati ai tre vincitori, Antonio Della Guardia, Giulio Golfieri e Maicol Morbidelli, i premi per l’arte contemporanea “Teogonia, Tracce di Futuro”, promossi da Fondazione CDP e Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, in collaborazione con Civita Mostre e Musei. I finalisti sono stati scelti tra più di 400 giovani artisti e collettivi under 35, che hanno utilizzato una grande varietà di linguaggi e tecniche. La giuria che ha decretato i tre vincitori era composta da esponenti del mondo dell’arte contemporanea, del giornalismo e dell’università: Laura Cherubini, Federica Pirani, Vincenzo Trione, Paolo Picozza, Mario Vitale.

Ai giovani artisti era stato chiesto di rappresentare, attraverso le loro opere, la complessità del presente confrontandosi con la dimensione del mito, ispirandosi all’opera e all’intuizione del maestro Giorgio de Chirico, uno dei protagonisti principali nella storia artistica del Novecento, che guardava, contemporaneamente, al passato e al futuro.

Il vincitore, Antonio Della Guardia, racconta così la rielaborazione del mito attraverso il suo progetto artistico “Per un prossimo reale 6#”: “Questa rielaborazione avviene attraverso le due simbologie di De Chirico, presenti nella sua opera, “Sole sul cavalletto”, un’opera del 1973. Ho preso in esame queste due simbologie, sia il sole spento che il sole accesso, e le ho portate nel mio immaginario, un immaginario che nasce attraverso una serie di studi che io ho compiuto su questo ricercatore americano di nome Bates. E queste due simbologie, portandole su questo drappo di velluto azzurro, diventano dei mantra per l’immaginazione, perché servono proprio a stimolare l’immaginazione attraverso lo sguardo ripetitivo dei contorni dei due soli”.

Ad ottenere il secondo premio è stato Giulio Golfieri con “Ombre”: “Sono partito con il mito delle colonne d’Ercole, quindi andare oltre quello che è conosciuto. L’opera per me è molto importante perché deriva da tanti sopralluoghi che ho fatto negli anni, nei miei viaggi a Milano per lavoro e da un’esperienza con la Comunità di Sant’Egidio, che feci nel 2008 con i clochard. Ho pensato che questa potesse essere una buona rivisitazione del mito di Giorgio De Chirico, in particolare dopo quello che è successo durante il look down nella città di Milano. Durante il lockdown le strade erano deserte e c’erano solamente i clochard ad abitarle e questa cosa ha enfatizzato ancora di più e ha aumentato il parallelismo con Le piazze d’Italia di De Chirico”.

Il terzo classificato è stato Maicol Morbidelli con l’opera “Gli orfani di Pandora”: “Ho utilizzato il simbolismo del mito greco per rappresentare un po’ quella che è la tendenza lavorativa, un po’ come fece De Chirico con i dieci acquerelli. De Chirico rappresenta un’esplosione di lavoro, questa ricostruzione industriale che prende piede, io ho raccontato la tendenza quella che un po’ è nel presente, del lavoro che si avvia verso la digitalizzazione, quindi tutti i rischi legati a questo fenomeno”.

Le tre opere selezionate verranno esposte in una mostra ad esse dedicata e poi entreranno a far parte della collezione permanente di Fondazione CDP.

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