Tre navi turche rischiano di far saltare definitivamente la tregua in Libia

gianluca zeccardo

La tregua in Libia rischia di saltare definitivamente e, dopo i reiterati appelli contro le interferenze straniere, arrivano le accuse dirette e si inaspriscono i toni tra la Francia e la Turchia.

La Difesa turca ha annunciato che la nave Gaziantep della marina militare ha soccorso un gommone con 30 migranti irregolari e li ha consegnati alla Guardia costiera libica.

Ma secondo il canale libico 218Tv, una nave da trasporto, scortata da due navi da guerra turche sono arrivate oggi al porto di Tripoli, cariche di un contingente di personale militare, nonostante le promesse del presidente Erdogan di non interferire nel conflitto.

Le accuse 

Sulla nave, secondo l'emittente, erano presenti personale militare, attrezzature e carri armati inviati dalla Turchia alle forze del governo di accordo nazionale libico (Gna) di Fayez al-Serraj. Secondo 218TV, rilanciato da Interfax, in particolare i veicoli corazzati e i camion arrivati a Tripoli sono stati inviati alla base aerea di Mitiga. Secondo Al Arabiya, i primi soldati turchi sono sbarcati questa mattina all'alba a bordo di due navi da guerra con a bordo membri che hanno attraccato nel porto di Tripoli.

Insieme alle due imbarcazioni, che secondo Al Arabiya si chiamano Ghazi Antar e Kediz, è arrivata una nave cargo con a bordo carri armati e mezzi militari. Ad assicurare che lo sbarco avvenisse in maniera sicura ci hanno pensato le milizie che supportano il governo di Serraj.

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha accusato direttamente il collega turco, Recep Tayyip Erdogan, di "non mantenere la parola" sulla Libia. "Nei giorni scorsi navi turche hanno fatto sbarcare mercenari siriani sul suolo libico", ha detto Macron ricevendo all'Eliseo il premier greco Kyriakos Mitsotakis. Secca la replica di Ankara: "Il principale (attore) responsabile dei problemi in Libia dall'inizio della crisi nel 2011 e' la Francia", ha dichiarato in una nota il portavoce del ministero degli Esteri, Hami Aksoy.

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha avuto un colloquio telefonico con l'omologo turco, Mevlut Cavusoglu, al quale ha chiesto di lavorare insieme per restaurare il cessate il fuoco. Di Maio ha espresso "forte preoccupazione per le violazioni del cessate il fuoco", dopo il raid su una scuola a sud di Tripoli, che ha causato la morte di quattro bambini. Il continuo flusso di armamenti verso entrambe le parti del conflitto ed il blocco della produzione petrolifera - ha continuato Di Maio - minano ulteriormente le prospettive di una soluzione pacifica alla crisi.



L'impegno della Turchia è fondamentale in questa fase. Di Maio, che ha incontrato a Roma il collega cipriota, Nikos Christodoulides ha anche espresso preoccupazione "per la presenza di navi turche impegnate in attività di perforazioni non autorizzate a sud della Zona economia esclusiva di Cipro": secondo il due ministri, il protocollo d'intesa firmato dalla Libia e dalla Turchia sui confini "e' inaccettabile, viola i diritti sovrani dei Paesi terzi, non e' conforme alla legge del mare e non puo' produrre conseguenze giuridiche per i Paesi terzi".