Tredici Pietro: "Vivo in villa con mio padre Morandi, ma evito i 'figli di papà'. Non chiedo regali, per star in pace con me stesso"

HuffPost

“Se è difficile essere figli d’arte? Vedo più vantaggi che problemi, non sono una vittima. Certo, la continua presenza del padre nella tua vita, emotivamente, è un peso. Io sono un tipo di città, lui di campagna. Poi lui è iperattivo ed è molto più social di me. Chi mi chiede di duettare con lui non ha capito niente”. Non chiedete a Pietro Morandi di rinnegare il padre Gianni, ma neanche di appoggiarsi troppo a lui per aver la strada spianata nel mondo della musica. Il 22enne ha scelto la carriera musicale, ma il suo stile è ben distante da quello dell’eterno ragazzo di Fatti mandare dalla mamma. A pochi giorni dall’uscita del suo primo Ep, “Assurdo”, e dopo aver raggiunto il milione di visualizzazioni su Youtube, lo racconta lui stesso a Vanity Fair

Nei miei testi parlo della mia ribellione. Vengo da un ceto altoborghese, ma non mi sono mai sentito tale. Anzi, sono finito a fare rap, un genere ribelle per natura, di strada. Sentivo che la sua forza mi raccontava. 

Scrive da quando aveva tredici anni, ma al padre l’ha tenuto per lungo tempo nascosto. 

Sto bene in ogni ambiente, da quelli alti a quelli bassi. Ma ho sempre evitato i figli di papà e ho sempre vissuto la dimensione musicale di mio padre come qualcosa di cui discostarmi. Da ragazzino non gli ho mai parlato della mia passione per il rap. Cercavo di nasconderla perché lui mi parlava delle difficoltà di questo ambiente. Mi disincentivava. Poi ha ascoltato un mio pezzo. E mi ha scritto: ‘Però, bello’. Adesso è lì che tiene il conto delle visualizzazioni su Youtube.  

È cosciente dei suoi privilegi, che non rinnega, ma cerca di camminare quanto più possibile con le proprie gambe.

 Vivo con i miei in una villa. Conosco i miei mezzi, ma è sempre stato tutto un ‘se non studi, non vedi un euro’. Per il mio primo video ho speso 200 euro di tasca mia. Divido una Fiat con mia madre e non voglio regali. Così riesco a stare in pace con me stesso.

 La madre non...

Continua a leggere su HuffPost