Tregua Siria, Erdogan incontra Putin: “Le truppe curde si ritirino”

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Guerra Turchia-Siria, scade stasera il cessate il fuoco concordato da Erdogan con gli Usa, che dall’aeroporto di Esenboga di Ankara lancia l’ennesimo monito: “Non permetteremo la permanenza di un corridoio per i terroristi ai nostri confini”. Di tutt’altro avviso il presidente siriano Assad, che ribatte: “Erdogan ci ruba la terra”.

Tregua Siria, Erdogan incontra Putin

L’agenda politica estera di oggi aveva come incontro clou della giornata quello tra il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e lo “zar” Vladimir Putin, a Sochi. Prima della partenza, Erdogan ha però tenuto a ricordare lo scadere della tregua concordata con gli Usa, prevista per le ore 22 (21 ora italiana) di martedì 22 ottobre. All’aeroporto Esenboga di Ankara, il presidente turco ha quindi preannunciato che allo scadere del cessate il fuoco, l’offensiva nel Nord-Est della Siria riprenderà “con ancora più determinazione”, se le truppe curde non avranno abbandonato la zona interessata da Erdogan. Quest’ultima, secondo il disegno di Ankara, destinata a diventare cuscinetto a est del fiume Eufrate a confine tra la Siria e la Turchia. “Non permetteremo la creazione di un corridoio per i terroristi al nostro confine e questo lo abbiamo detto e ribadito chiaramente. Se i patti non saranno mantenuti – ha sottolineato il presidente turco -, il nostro intervento militare riprenderà da dove era stato sospeso”. Erdogan ha poi sottolineato come non è prevista nessuna estensione della tregua spalleggiato da Putin, quale condivide la medesima posizione nella lotta al terrorismo. “Con il mio amico Vladimir Putin parleremo della situazione in Siria, della presenza del regime e della Commissione costituzionale, che si riunirà il 30 ottobre a Ginevra. Voglio anche discutere del nostro accordo per difendere la pace a Idlib“, ha aggiunto Erdogan in aeroporto. “Speriamo di raggiungere l’accordo desiderato con Putin sul ritiro dei miliziani curdi da queste zone”, ha infine concluso. Nel frattempo è intervenuto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, annunciando che i colloqui a Sochi saranno “lunghi e complessi”. Dalla parte turca, a parlare è stato invece il ministero della Difesa, mettendo in guardia i miliziani curdi: “I terroristi che saranno incontrati dall’esercito di Ankara nel Nord-Est della Siria dopo la scadenza della tregua concordata da Ankara e Washington saranno neutralizzati”.

Parola al presidente siriano Assad

Nella fitta giornata di incontri atteso anche quello del presidente siriano Bashar al Assad dalle truppe nella provincia Nord-Occidentale di Idlib, quale non ha tenuto il freno: “Erdogan è un ladro, ha rubato fabbriche, grano e petrolio e oggi ruba la terra”. “Il presidente Assad ha incontrato membri dell’esercito siriano sulla linea del fronte nella città di Hbeit”, informano le autorità di Damasco: per porre fine alla sanguinolenta guerra civile che incalza da oltre 8 anni, secondo Assad è necessario sconfiggere le forze jihadiste proprio nella regione di Idlib. “La battaglia di Idlib è la base per risolvere il caos e il terrorismo in tutte le altre aree della Siria“, le parole del presidente siriano.