Trekking in Tuscia: 'un viaggio nello spazio e nel tempo'

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Sono tra gli "studios a cielo aperto" più usati d'Italia e non solo, in grado di ispirare generazioni di registi italiani e stranieri e percorribili in bici, a cavallo e a piedi facendo trekking. È la Tuscia i cui territori sono stati scelti come set naturalistici e storici di film d'autore.

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Da “L'Armata Brancaleone” di Mario Monicelli (girato a Viterbo, Vitorchiano, Valentano e Canino), a “Pinocchio” di Luigi Comencini, “Il vigile” di Luigi Zampa e “La Strada” di Federico Fellini. Ma anche di serie tv e kolossal stranieri tra cui "Catch-22”, con George Clooney, “The Young Pope” di Sorrentino e “I Medici”, che hanno scelto come set Villa Lante, Sutri e Viterbo.

Sono le nuove frontiere del turismo ai tempi del Covid. Un turismo sportivo, esperienziale e sostenibile, da vivere in bici, a piedi o a cavallo, che si fa forte di nuovi slanci e nuovi stimoli, dopo 12 mesi di pandemia e nuovi bisogni.

"La Tuscia è un territorio molto vario a due passi da Roma - racconta lo scrittore Marco Saverio Loperfido ai nostri microfoni - Riesce ad unire il territorio come quello dei calanchi di Civita di Bagnoregio o più pianeggiante come la maremma laziale di Tuscania che poi arriva fino all'Argentario a territori molto selvaggi come le forre di Civita Castellana o Nepi a territori completamente diversi dove domina il peperino"

Una varietà quella della Tuscia che la rende perfetta per il Trekking di qualsiasi livello che vi permetterà di vivere non solo un viaggio nello spazio ma anche nel tempo.

Crediti foto@Luca Perazzolo

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