Tremila braccialetti elettronici saranno installati entro tre mesi

Simona Olleni

Sono circa 3.000 i braccialetti elettronici di cui si prevede l'installazione fino al 30 giugno prossimo, in base alle misure sulla detenzione domiciliare per pene fino a 18 mesi contenute nel decreto Cura Italia, pubblicato nella notte in Gazzetta ufficiale. Il dato emerge dalla relazione tecnica che accompagna il provvedimento, nella quale si citano dati del Dipartimento di Pubblica sicurezza.

Il contratto in essere sui braccialetti - di durata triennale, valido fino al 31 dicembre 2021 - ne prevede la fornitura di 1.000-1.200 al mese, con la facoltà per l'Amministrazione di installarne, per l'intera durata contrattuale, circa 43.200. Ad oggi, in 15 mesi, ne sono stati attivati circa 5.200, con una media mensile di 350.

Dunque, con la prevista installazione fino alla fine di giugno di circa 3.000 strumenti, si arriverà a un totale di 8.200 dispositivi, comprendendo quelli già attivati finora. La stima contenuta nella relazione tecnica, dunque, tenendo conto del numero (43.200) previsto contrattualmente, è di un'ulteriore disponibilità per i prossimi 21 mesi pari a 35 mila dispositivi che, quindi, risultano “sufficienti a garantire l'ordinario impiego degli stessi”. 

Nella relazione si pongono in evidenza anche i tempi di acquisizione dei braccialetti che “andranno scaglionati” nel periodo considerato dal decreto, quindi fino al 30 giugno: al momento e fino al 15 maggio, si legge nel documento, ne risultano disponibili 2.600, “rinviando l'impiego dei restanti al periodo successivo”.

La distribuzione dei braccialetti, necessari per i detenuti che devono scontare una pena (o residuo di pena) tra i 7 e i 18 mesi e che avranno i requisiti stabiliti dalla legge per ottenere il beneficio, avverrà con un programma da adottare con provvedimento del capo del Dap, d'intesa con il capo del Dipartimento della Pubblica sicurezza, entro 10 giorni dall'entrata in vigore del decreto: l'applicazione dei dispositivi avverrà  dopo che siano stati accertati, oltre al consenso del detenuto interessato, l'effettiva disponibilità degli strumenti e i necessari requisiti tecnici nei luoghi di detenzione domiciliare.