Tremila esuberi a carico dello Stato nella bad company. Così il governo prova a smuovere Mittal

Giuseppe Colombo
A general view shows chimneys past an exit sign at the ArcelorMittal Italia steel plant (ex Ilva) on November 8, 2019 in Taranto, southern Italy. - Steel giant ArcelorMittal pulled out of an agreement to buy struggling Italian firm Ilva because of production concerns, Italy's prime minister has said, warning the company wants to cut 5,000 jobs at one of its plants. The world's biggest steelmaker on November 4, 2019 retreated from its plan to buy the steel producer, blaming a decision by Rome to not grant it immunity from prosecution over the heavily polluting Taranto plant. (Photo by Andreas SOLARO / AFP) (Photo by ANDREAS SOLARO/AFP via Getty Images)

Lakshmi Mittal, il capo del colosso dell’acciaio che ha in mano l’ex Ilva di Taranto, è rimasto a Roma poco più di 24 ore, dalla tarda mattinata di lunedì a martedì sera. Ha avuto contatti telefonici con Giuseppe Conte, il figlio Aditya - altro peso massimo dell’azienda - ha incontrato il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. Nelle interlocuzioni è stato coinvolto anche il titolare del Tesoro Roberto Gualtieri. Nel breve ma intenso soggiorno romano, secondo quanto apprende Huffpost da fonti qualificate, ha visto imprenditori italiani di primo livello. Con loro ha ragionato da manager, sostenendo che l’obiettivo è confermare i cinquemila esuberi messi sul tavolo di palazzo Chigi il 6 novembre. Non scoprirà le carte fino al nuovo round con il governo, in calendario venerdì, e solo lì dirà se la proposta a cui lavora l’esecutivo - tremila esuberi strutturali a carico dello Stato - sarà sufficiente per restare a Taranto. 

La trattativa tra il governo e Mittal è in pieno fermento, ma i pesi massimi dell’azienda per il momento non danno segnali alla proposta che il premier, affiancato dai due ministri coinvolti nel dossier, sta affinando in queste ore. Uno scenario opposto a quello auspicato dall’esecutivo, che invece ha smosso le acque proprio con l’obiettivo di non arrivare al buio al vertice di venerdì a palazzo Chigi. Nelle dichiarazioni pubbliche, Conte e Patuanelli intimano Mittal a dare un segnale: è la prova che dalla controparte si preferisce giocare con le carte coperte, per ora le stesse dell’ultimo round. Si diceva del ragionamento da manager che Mittal senior ha fatto con alcuni imprenditori incontrati a Roma. Chi ha avuto modo di sondare gli umori di casa Mittal spiega che si è ben consapevoli che è in corso una trattativa e che quindi ci può essere spazio per un ridimensionamento dei cinquemila esuberi, ma se si deciderà di aprire questo spiraglio lo si farà solo venerdì. A quattro occhi con il...

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