Tremonti 'elettore' di Hollande per fermare lo strapotere delle banche

Roma, 22 apr. (LaPresse) - "Quello che succede in Italia dipende mai come ora da cosa succede fuori dal Paese. Le elezioni in Francia saranno decisive per il nostro destino". Così l'ex ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, intervista a 'In 1/2 ora' da Lucia Annunziata. Che sul voto oltralpe non ha dubbi, e regala una dichiarazione di voto a sorpresa: "Sono amico personale di Sarkozy, ma voterei Hollande, condivide molte delle mie idee". Le idee condivise con il candidato di sinistra all'Eliseo sono quelle contenute nel suo ultimo libro, che vorrebbero un ritorno dello Stato prima della finanza, con regole chiare. "Ero da solo contro tutti con le mie idee. Obama aveva idee simili, e non ha cambiato molto. Hollande ora messo quei principi nel programma, vediamo chi vince" spiega Monti.

Una vittoria di Hollande avrebbe poi un altro importante effetto benefico secondo Tremonti: "Potrebbe finire il dominio di questa cancelleria tedesca, che ha un eccesso di potere. La visione tedesca non è il bene per l'Italia e la Grecia". Critiche che Tremonti estende anche all'Eurotower: "A differenza di quanto fatto da Corrado Passera, non mi piace nemmeno quello che sta facendo la Bce". Una stoccata al Governo dei tecnici, ribadita anche guardando ai curricula di ministri e premier: "Non mi vedo tanto Monti portare avanti una politica contro le banche". Più in generale poi Tremonti, sull'operato dei tecnici è scettico. "Il miracolo non c'è stato. Non arrivano capitali dall'estero e lo spread sale". Tornando poi a quando era al Governo, rivendicando uno spread stabile a quota 100 fino a giugno 2011, Tremonti ricorda: "Il Governo Berlusconi, nonostante tre anni di crisi, ha tenuto senza scioperi. Andamento conti migliore di quanto si pensava. Poi lo spread è salito perché si sono manifestate due linee di politica economica, e non è stata una mia responsabilità".

Tremonti, seppur qualche remora, ha poi anche parlato di attualità politica italiana: "Sono un semplice parlamentare Pdl e resterò nel Pdl finché ci sarà". Smentendo così le voci che lo volevano vicino allo scisma Pisanu, se non ad un addio al Popolo della Libertà. Poche parole, anche sul Carroccio: "Ci saranno dei cambiamenti molto forti nella Lega". Formigoni si deve dimettere? "L'etica è individuale e personale. Il vero giudizio lo darà il popolo quando si andrà a votare". Infine la madre di tutti i problemi: "Il sistema del finanziamento della politica non funziona. Capitò a Kohl e Chirac, oggi a Cameron. La nostra legge attuale è colabrodo".

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