Treno deragliato, chi erano i due macchinisti

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"La prevenzione è da sempre l’arma migliore". E' la frase che qualche mese fa Giuseppe Cicciù, uno dei due macchinisti morti nel deragliamento del treno nel lodigiano, aveva scritto a commento di un video sul treno ad Alta Velocità. Cicciù aveva 52 anni ed era originario di Reggio Calabria. Il macchinista in particolare faceva riferimento alla campagna 'Frecciarosa', un’iniziativa del gruppo Fs patrocinata dalla presidenza del Consiglio per la prevenzione del tumore al seno. 

L'altra vittima è Mario Di Cuonzo, di 59, originario di Capua (Caserta). "Un dramma indescrivibile, una famiglia capuana così duramente colpita. Come è colpita e profondamente costernata l'intera comunità. Il fratello della vittima è un dipendente del Comune. E' terribile", ha detto all'Adnkronos Luca Branco, sindaco di Capua. "Avevamo terminato di parlare di questioni di lavoro - ha raccontato Branco - e tornato nel suo ufficio ha ricevuto la telefonata di un altro fratello che lo ha informato della tragica notizia - ha raccontato Branco - una tragedia per tutti i dipendenti del Comune. Mimmo è un ottimo dipendente ed ora siamo fermi in Comune e Mimmo è andato via". "Una famiglia fantastica - ha sottolineato Branco - a cui tutti vogliono bene, persone gentili, garbate. Ora vedremo quali sono i prossimi passi da fare".