Treno deragliato a Lodi, le prime ipotesi dei pm: “Errore umano”

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Secondo le prime ipotesi realizzate dai pm sulle possibili cause dell’incidente del 6 febbraio 2020 (treno deragliato a Lodi) c’è la possibilità di un errore umano. Secondo le ultime informazioni, infatti, le indagini propendono verso l’errore di un tecnico. Nel tratto interessato dal deragliamento erano avvenuti dei lavori nella notte e forse lo scambio non era stato inserito correttamente. Il treno Frecciarossa è stato il primo a transitare nel tratto subito dopo gli interventi.

Treno deraglia a Lodi: ipotesi pm

Sono le ore 5:34 del 6 febbraio 2020 quando il treno Frecciarossa AV 9595 deraglia a una velocità di 292 chilometri all’ora. Un carrello si stacca dai binari e vola dritto come un missile contro un edificio. I macchinisti del convoglio perdono la vita, mentre 31 persone rimangono ferite. Poco prima, però, sarebbe apparso sul monitor del tablet della cabina dei comandi un fonogramma. Su quest’ultimo veniva segnalata la presenza di un evento anomalo sulla linea. Poco dopo il problema viene risolto: via libera. Secondo le prime ipotesi dei pm rispetto alle cause dell’incidente del treno deragliato a Lodi vi è quella di “errore umano”, forse di un tecnico.

All’altezza di Ospedaletto Lodigiano il treno è deragliato: uno scambio sbagliato ha portato le carrozze fuori dai binari. ma cosa è accaduto prima? Il procuratore di Lodi, Domenico Chiaro, ha rivelato che sono già state escluse le ipotesi di terrorismo e di gesto volontario. Le indagini del Nucleo operativo incidenti ferroviari della Polfer, infatti, si stanno concentrando sull’ipotesi di “errore umano”. Lo scambio nel quale è avvenuto l’incidente doveva essere chiuso in modo che il treno potesse proseguire diritto: forse l’errore di un tecnico ha causato l’incidente. I sistemi di frenata (molto probabilmente, ma ancora no accertato) sarebbero entrati in funzione soltanto dopo che il treno era deragliato. RFI, infine, si difende: “L’abbiamo lasciato nella posizione normale, non riusciamo a spiegarci”.