Treno deragliato, pm: per Rfi risparmi da mancata mantenzione

Fcz

Milano, 29 ott. (askanews) - Rete Ferroviaria Italiana ha ottenuto un "vantaggio" economico legato al "risparmio" derivato non solo dalla "mancata tempestiva attività di manutenzione ferroviaria", ma anche dalla "mancata e tempestiva adozione dei dispositivi di sicurezza e di strumenti idone i a impedire l'evento". Lo scrivono i magistrati della Procura di Milano nell'avviso di chiusura indagini notificato oggi a 12 indagati (11 persone e la stessa società Rfi) per il disastro ferroviario di Pioltello.

Sono nove i manager e dipendenti di Rfi coinvolti nell'inchiesta milanese sull'incidente del treno Milano-Cremona 10452 che deragliò il 25 febbraio 2018 provocando tre morti e un centinaio di feriti. Tra questi l'amministratore delegato Maurizio Gentile e il direttore di produzione di Rfi, Umberto Lebruto. Sono accusati dai pm di non aver adottato "tutte le misure di prevenzione necessarie atte a garantire l'integrità fisica di tutti i lavoratori di Trenord e di tutti i viaggiatori percorrenti la linea Milano-Venezia". Inoltre i due manager non avrebbero predisposto "attrezzature idonee ai fini della sicurezza" di lavoratori e passeggeri, "non assicurando che l'infrastruttura fosse mantenuta in buono stato di efficienza per la sicura circolazione dei treni e dei veicoli". E questo "nonostante i ripetuti e frequenti episodi di rotture di giunti su tutto il territorio nazionale".

Quanto ai vertici dell'Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria, il direttore Amedeo Gargiulo e il responsabile del settore ispettorato e controlli, sono accusati di "avere omesso di procedere con ispezioni e indagini nei confronti di Rfi" senza "obbligare" il gestore della rete ferroviaria italiana a mettere in atto "tutte le necessarie misure di controllo del rischio". Le accuse contestate dalla procura di Milano ai 12 indagati sono disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose.