Trenord, (Balotta): amnesie non bastano per far tornare conti

Mda

Milano, 17 ott. (askanews) - "Il piano d'emergenza varato da Trenord a dicembre 2018, che prevedeva la soppressione di 150 corse giornaliere e che doveva cessare lo scorso giugno, è stato prorogato sine die. Pertanto, ogni giorno i treni soppressi non sono 40, come afferma l'azienda, ma 190". Lo sostiene, in una nota, Dario Balotta di Europa Verde. "La puntualità che passa dal 75 per cento dell'autunno scorso all'attuale 82 per cento è un segnale positivo, ma siamo ancora lontani dalle migliori pratiche europee che raggiungono il 95 per cento. La crisi di Trenord si è invece aggravata nella manutenzione dei convogli - nonostante le costose esternalizzazioni e riorganizzazioni - e nella gestione inefficiente dei turni del personale di scorta (capi treni) e di condotta (macchinisti): inoltre - prosegue Balotta - il personale diminuisce anziché crescere come era stato promesso, con 56 macchinisti e 21 capi treno in meno rispetto al 2018".

"Quanto allo sport preferito da Trenord, addossare le colpe alle Ferrovie dello Stato che hanno i treni più vecchi, va ricordato che dieci anni fa è stata la Regione a volere il matrimonio societario, dando vita a una concentrazione ferroviaria che poi non ha saputo gestire, e i cui unici risultati sono il fallimento del federalismo dei trasporti, la crescita dei costi e la disperazione dei pendolari lombardi", ha concluso Balotta.