Trent'anni dopo Tangentopoli, l'ex ministro De Lorenzo fa di nuovo parlare di sé

Franco Cavassi / Agf

AGI - Polemiche e accuse nell'European Cancer Patient Coalition (Ecpc), l'associazione europea dei pazienti con il tumore, dopo la rielezione di Francesco De Lorenzo alla presidenza. L'84enne ex ministro della Sanità, travolto negli anni '90 dalle inchieste di tangentopoli, è tornato alla guida dell'associazione pochi giorni fa dopo che nel 2020 aveva perso la carica in seguito a polemiche interne sulla gestione dei bilanci.

La rielezione, a quanto appreso dall'AGI, ha acuito lo scontro interno e ha causato la fuoriuscita dall'associazione di diversi membri. Anche se De Lorenzo ha tenuto a precisare: "Sono stato eletto alla unanimità dalla assemblea generale che si à tenuta a Bruxelles la settimana scorsa, le spaccature si erano manifestate nel precedente board tanto che il presidente contestato in precedenza si è dimesso insieme ad altri 3 membri".

Nel 1997 De Lorenzo, dopo essersi ammalato di cancro, ha dato vita all'Associazione italiana malati di cancro, parenti e amici, per dare informazione e sostegno psicologico a malati e famiglie. Sei anni dopo ha fondato la Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo).

Nel 2013 è diventato presidente della Ecpc, una delle più grandi associazioni europee di malati di cancro. Sei anni dopo gli è succeduta la sua 'alleata' Kathi Apostolidis. Le partite che si giocano ai vertici di associazioni come l'Ecpc sono legate anche ai finanziamenti che arrivano dall'Ue. Senza quelle risorse sarebbe quasi impossibile per loro vivere.

Gli avversari di De Lorenzo, nel frattempo fuoriusciti dall'associazione, accusano la sua gestione, sostenendo che la contabilità dell'Ecpc non è conforme da anni e che l'associazione ha dovuto pagare diverse multe al governo belga per non aver presentato i bilanci. Alla fine del 2020, il Cda dell'Ecpc ha sostituito De Lorenzo e Apostolidis.

Nuovo presidente è stato eletto il britannico Ken Mastris. Un audit esterno, fatto realizzare per controllare la contabilità dell'Ecpc, ha sostenuto che l'organizzazione deve tenere circa 300.000 euro di riserva come paracadute nel caso in cui l'Unione europea ritirasse le sue sovvenzioni perché la contabilità non rispetta i requisiti richiesti.

L'ex ministro della Sanità, però, non ha digerito la sconfitta e ha accusato il Cda di avere fatto "un blitz" per eliminarlo. È partita anche una causa legale tra le parti in campo. Il match sembra essersi chiuso nei giorni scorsi, quando De Lorenzo è stato rieletto presidente dell'associazione.

La vicenda avrebbe prodotto, comunque, una diminuzione degli iscritti e del personale di Ecpc, proprio nel momento in cui è iniziata la corsa per i finanziamenti al programma contro il cancro Horizon Europe.

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