Trentino Alto Adige, Kompatscher: "Ondata nazionalista arrivata anche da noi"

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"L’ondata nazionalista non si è fermata ai confini dell’Alto Adige, è arrivata anche da noi. Torna l’idea secondo cui bisogna pensare prima di tutto alla supremazia del proprio Stato, della nazione, del proprio interesse a spese di quello degli altri. Si dimentica che queste idee hanno portato alla catastrofe due volte nel ‘900. Hanno legittimato il fascismo, il nazionalsocialismo e l’accordo scellerato fra Hitler e Mussolini. Hanno prodotto milioni di vittime. Dunque ricordare è giusto, ed è attuale". Lo dice, in un'intervista al 'Corriere della Sera', Arno Kompatscher, esponente di spicco della Südtiroler Volkspartei e presidente della Provincia autonoma di Bolzano e dell’intero Trentino-Alto Adige, alla vigilia dell'incontro in programma oggi tra il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e quello austriaco, Alexander Van der Bellen, in occasione del centenario del Trattato di Saint-Germain e il 50/mo anniversario del 'pacchetto per l’Alto Adige'. 

"Quando Alcide De Gasperi e Karl Gruber nel ’46 firmarono l’accordo sull’Alto Adige furono criticati nelle loro capitali. Il premier austriaco perché aveva accettato i confini, quello italiano perché aver promesso l’autonomia. Invece quel compromesso si è dimostrato lungimirante. Noi in Alto Adige siamo una piccola Europa integrata nella grande Europa. E vogliamo restarlo" dice Kompatscher. "Che si parli italiano o tedesco, qui in moltissimi - aggiunge Kompatscher - sono orgogliosi dell’autonomia e del nostro particolare sistema, sono felici di vivere in questa piccola Europa in Europa. La stragrande maggioranza la pensa così. Poi, chiaro, ci sono eccezioni. Bisogna per questo sempre stare attenti al rispetto reciproco". 

LE REAZIONI - "Ha ragione il presidente Kompatscher a dire che i nazionalismi sono stati pericolosi e lo sono tutt’oggi per lo spirito dell’Ue. Ma non c’è peggior nazionalismo di quello delle piccole patrie al quale il nostro Alto Adige-Südtirol inneggia costantemente, o meglio alcuni esponenti politici che credono ancora come il giapponese sull’isola che la guerra non sia finita" commenta Michaela Biancofiore, deputata di Fi e coordinatrice del partito in Trentino. "Con la costante propaganda del 'Südtirol über alles' peraltro a schiacciante guida esclusiva del gruppo tedesco, non si fa un favore al sogno europeo, a quello di De Gasperi e Gruber, ma - aggiunge - solo agli irredentisti alla Klotz. Così come con provocazioni come quelle del doppio passaporto ai soli tedeschi e ladini, come la cancellazione della dizione Alto Adige, la sostituzione di tutti i cartelli turistici ecc, nonostante gli sforzi di Kompatscher non ci fanno certo apparire come una piccola Europa, ma piuttosto come un piccolo vulcano dormiente nel cuore d’Europa, pronto a riattivarsi".