Trento, pronta l'ordinanza per abbattere l'orso che ha aggredito padre e figlio

Polemica in Trentino per la decisione del presidente della provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, di firmare un'ordinanza che prevede l'abbattimento dell'orso, non ancora identificato, che il 22 giugno ha aggredito due uomini, padre e figlio, sul Monte Peller. Animalisti e ambientalisti sono pronti a dare battaglia per fermare l’esecuzione dell’esemplare.

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L’ordinanza per abbattere l’orso

Nel corso di una conferenza stampa, alla quale hanno partecipato anche l'assessore Giulia Zanotelli e il dirigente generale del dipartimento agricoltura, foreste e difesa del suolo, Romano Masè, il presidente Fugatti ha dichiarato: “Quello che è accaduto è un fatto gravissimo che impone di agire per tutelare la pubblica incolumità delle persone, come del resto previsto, per un'aggressione di questo tipo, dal piano per la tutela dell'orso pacobace. Nelle prossime ore informerò il ministro dell'ambiente Costa delle azioni che intendiamo mettere in campo in seguito a quanto accaduto lunedì pomeriggio. E' chiaro che un episodio del genere, che si aggiunge a numerosi altri casi di plantigradi confidenti che entrano sempre più spesso nei centri abitati a fondo valle, ci impone di avviare una riflessione sulla situazione presente sul nostro territorio”.

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“In Trentino ci sono fra gli 82 ed i 93 esemplari a cui si aggiungono i nuovi cuccioli - ha precisato il governatore - Questi numeri mettono in dubbio la possibilità di convivenza dell'orso con l'uomo. Quindi sottoporremo questa situazione al ministro per avviare una discussione sulla prospettiva gestionale degli orsi che sta diventando sempre più insostenibile. Vogliamo dialogare con il ministero, sapendo comunque - ha poi concluso il presidente, che in tarda mattinata ha visitato all'ospedale di Cles l'uomo rimasto ferito dall'attacco dell'orso - che noi abbiamo una legge, la 9 del 2018, che ci consente ampi margini di manovra sulla gestione dei grandi carnivori".

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“No al Far West”

La decisione della Provincia ha scatenato le reazioni degli animalisti e degli ambientalisti. L'Oipa Italia ha già annunciato che presenterà un ricorso al Tar, mentre la Lav ha dichiarato: “Siamo pronti a fare il possibile per opporci a una nuova ingiustizia e per tutelare il diritto a vivere liberi, nei loro boschi, di questi splendidi animali”.

“No al Far West. Esistono delle regole dettate dal piano d'azione che non possono essere calpestate a piacimento da politici in cerca di visibilità. Ci si concentri invece sul risalire alla corretta dinamica dell'incontro ravvicinato", chiede a gran voce la Lega antivivisezione.

L'incontro ravvicinato alle pendici del monte Peller, nelle Dolomiti di Brenta settentrionali, tra un orso e due cacciatori, padre e figlio, "in perlustrazione" per battute di caccia future, si porta dietro una scia di interrogativi sul quale sia stata l'esatta dinamica dell'incidente e se si trattasse o meno di una mamma orsa in difesa dei propri cuccioli, o di un orso solitario.

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“Ciò pare non interessare al presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti - ha spiegato la Lav in una nota - il quale, disinteressandosi di come si sono svolti i fatti, si dichiara pronto a firmare un'ordinanza di uccisione, una vera esecuzione, ed anzi rincara la dose asserendo che nel territorio della Provincia di Trento vi sono troppi orsi e che presto presenterà al Ministro dell'Ambiente un piano per ridurne il numero”.

Secondo Cento per cento animalisti, infine, “non pareva vero a Fugatti. Il politico leghista emanerà un'ordinanza per poter giustiziare il povero animale. La storia nella terra sanguinaria si ripete, Daniza, KJ2, M49...", scrive l'associazione in una nota, ricordando i casi precedenti di abbattimento. 

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