Tria: “bonus 80 euro di Renzi cambierà nome e finirà nella flat tax”

salvini tria

“Quello degli 80 euro di Renzi è una specie di mito” sottolinea Giovanni Tria, che deve far quadrare i bilanci e allo stesso tempo soddisfare le richieste dei due leader al governo. In particolare, a fare pressing sul ministro dell’Economia è Matteo Salvini che non sembra disposto a retrocedere sulla flat tax anche se l’esecutivo al contempo deve trovare il modo di disinnescare le clausole di salvaguardia sull’IVA, che valgono 23 miliardi nel 2020.

Il problema coperture

Giovanni Tria non ha mai nascosto che l’aumento dell’IVA potrebbe essere una possibilità anche perché, come già dichiarato in passato, “fa parte dell’attuale legge dello Stato. E’ il Parlamento che l’ha approvato”.

“Se il ministro dell’Economia – ha detto il segretario della Lega – del mio governo dice che di taglio delle tasse non se ne parla, o il problema sono io o è lui. Cosa faccio una manovra economica all’acqua di rose? L’Italia ha bisogno di uno choc fiscale forte“.

A tirare per la giacchetta Tria è anche Luigi Di Maio, il quale ammette che per lui “la flat tax mistero” perché non ha ancora “visto le coperture” e così rilancia sul “taglio del cuneo fiscale” visto che è una misura più “realistica”.

Stop 80 euro di Renzi

Sembra che per finanziare la flat tax servirebbero almeno 12 miliardi di euro ma che per il momento ne sarebbero stati trovati solo quattro. Ecco perché il ministro dell’Economia starebbe pensando di assorbire nel progetto anche gli 80 euro del bonus Renzi.

“Non ci sarà una perdita” per i beneficiari, assicura però Giovanni Tria intervistato a Il Confine su SkyTg24. “Va disegnata la riforma fiscale e potranno essere coinvolti ma non è che andranno a finanziare altre cose, in ogni caso ne beneficeranno le persone. Secondo me cambieranno nome, ma non è che scompaiono: magari invece di 80 euro saranno 90″ precisa quindi.