Tricarico: ripensare modello intelligence, serve un Nsc italiano

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Roma, 7 ott. (askanews) - Il sistema che deve garantire la sicurezza del nostro Paese necessita di un profondo restyling, sia nelle capacità di indirizzo politico che negli aspetti strettamente tecnici e organizzativi. Va ripensato anche nella scelta dei profili di coloro che sono chiamati a guidare le strutture e c'è bisogno di una 'organismo' in grado di vagliare le informazioni, analizzare tutte le minacce e quindi sostenere il presidente del consiglio nell'attuazione di un indirizzo politico. Il modello? "Potrebbe essere quello del Consiglio per la sicurezza nazionale, il principale organo che consiglia e assiste il presidente degli Stati Uniti d'America in materia di sicurezza nazionale e politica estera". Il presidente della Fondazione Icsa, influente think thank del settore intelligence e sicurezza, Leonardo Tricarico in un colloquio con Askanews, va dritto al punto. "Ogni giorno è dietro l'angolo una minaccia alla sicurezza del Paese: rischi di attacchi cyber contro le infrastrutture e le nostre imprese, per il settore delle golden share, per quello delle informazioni. Siamo di fronte a un 'advanced persistent threat', vale a dire una minaccia avanzata e persistente. Un rischio che si rinnova e si incarognicsce giorno dopo giorno. Oggi - osserva Tricarico - il nostro Paese è un supermarket dove chiunque può fare la spesa. E' necessario delineare un perimetro che delinei tutto ciò che è interesse nazionale e agire di conseguenza".

Il modello attuale è superato? Per l'ex capo di Stato maggiore dell'Aeronautica, in passato già consulente in materia di sicurezza di tre presidenti del consiglio, è cambiato soprattutto la tipologia e l'aggressività della minaccia. "Il sistema Paese che è ogni giorno è sotto attacco", afferma. L'Autorità delegata all'intelligence (in questo momento è il presidente del consiglio Giuseppe Conte che ha mantenuto le deleghe) non ha una "robusta strutturazione ed esperti professionisti istituzionali". Il Dipartimento per l'informazione sulla sicurezza pensato soprattutto per gestire la raccolta informativa dalle due agenzie di intelligence andrebbe 'integrato' in un organismo più complesso come l'Nsc italiano.

Non è solo un problema organizzativo. Tricarico cita come esempio il caso 'Russiagate'. "Non dovrebbe mai accadere - afferma Tricarico - che un presidente del Consiglio debba affermare in Parlamento che non è stato messo al corrente su determinate questioni connesse alla sicurezza dello Stato. Il presidente del consiglio - aggiunge - deve poter avere sempre informazioni corrette, complete su ogni episodio che si possa configurare come violazione di legge da parte di chicchessia e su tutte i dossier che interessano la sciurezza nazionale e per questo è necessaria una struttura che vigili su tutte le possibili insidie che minacciano il nostro Paese". Rischi e insidie che in passato si sono concretizzate nel corso delle vicenda dei due marò. Quella crisi avvenne durante il governo a guida Mario Monti che aveva tenuto la delega per l'intelligence e fu determinata anche da un vuoto di indirizzo politico e tecnico. (segue)