Trieste, capo volanti: agenti uccisi preparati, grandi doti umane

Trieste, 7 ott. (askanews) - "Matteo e Pierluigi erano due eccellenti operatori di Volanti legati da un leale rapporto di colleganza e anche da una splendida amicizia al di fuori del lavoro". Il commissario capo Stefano Veronese, dirigente volanti della Questura di Trieste, ha ricordato con queste parole Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, i suoi due colleghi uccisi nella sparatoria di venerdì scorso nei locali della questura del capoluogo giuliano. "Io mi fido ciecamente dei miei uomini - ha aggiunto - e so che tutti i miei uomini sono preparati professionalmente e hanno anche delle doti umane non indifferenti".

"Li ricordo come due colleghi molto educati, sempre corretti, mai una parola fuori posto, disponibili e preparati", ha aggiunto parlando dei due agenti. Quando uscivano in volante, Matteo era il capopattuglia, mentre Pierluigi era l'autista. "Ho un bel ricordo di loro, hanno sempre ben operato", ha osservato il dirigente. Matteo veniva destinato anche al compito di operatore di sala, che "svolgeva con grande pazienza", mentre Pierluigi, essendo tra i più giovani, a volte veniva messo di vigilanza all'edificio della Questura, "incarico che non amava - ha detto Veronese - ma che ha sempre svolto con professionalità". Veronese ha quindi ricordato l'intervento di una decina di giorni fa, quando i due poliziotti hanno sventato un tentativo di suicidio di un giovane.