Trieste scende in strada, fiaccole e applausi per agenti uccisi

Trieste si stringe intorno agli uomini della questura della città, ai colleghi e agli amici di Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, i due agenti uccisi a colpi di pistola, negli uffici della questura. Dopo il momento della preghiera, e le campane che continuano a risuonare nell’aria, sono decine di migliaia i cittadini che partecipano alla fiaccolata per rendere omaggio ai due giovani poliziotti. 

La strada davanti all’ingresso della questura, e quelle vicino agli uffici ieri teatro della sparatoria, sono invase da triestini silenziosi e commossi. Un silenzio interrotto solo da diversi applausi. Per l’intera giornata, giovani, famiglie e anziani hanno lasciato biglietti e fiori sui gradini d’ingresso, dove solo ieri è stato bloccato Alejandro Augusto Stephan Meran, 29 anni, ora in stato di fermo per duplice omicidio. 

In strada c’è un abbraccio che unisce tutti: giovani, anziani e le più diverse divise: carabinieri, agenti della Penitenziaria, uomini della Guardia di finanza, alpini e vigili del fuoco che fanno come da ali protettrici ai colleghi dei due agenti morti che rientrano in questura. Nessuna polemica, i cittadini chiedono silenzio e salutano con più applausi i giovani agenti uccisi. "Grazie a voi", è il grido che si alza da un angolo di via Tor Bandena, ci si muove a fatica tra la folla e nessuno sembra voler tornare a casa.