Trieste, Vescovo: resterete nostri luminosi figli stelle

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Trieste, 16 ott. (askanews) - "Cari Matteo e Pierluigi, anche dopo questo addio, per Trieste voi resterete i luminosi figli delle stelle. Trieste vi dice grazie". Così il vescovo di Trieste, mons. Giampaolo Crepaldi, si è rivolto a Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, gli agenti uccisi il 4 ottobre, durante il rito funebre. "Con questa santa Messa - ha aggiunto -, Trieste vi offre il suo ultimo e affettuoso saluto, mentre resta fisso nella memoria di tutti il 4 di ottobre, festa di san Francesco, Patrono d'Italia, quando una follia omicida, spropositata e crudele, ha privato le vostre giovani vite di un futuro pieno di propositi e progetti". Crepaldi ha aggiunto che dopo quel tragico pomeriggio, "la città di Trieste, unita e composta in maniera esemplare, ha allargato le sue braccia, stringendovi in un abbraccio corale, forte e commosso".

Un abbraccio che si è allargato al Questore, al Corpo della Polizia e alle altre Forze dell'Ordine per la concorde riconoscenza per il loro difficile lavoro, non sempre adeguatamente compreso e valorizzato. "Con questo abbraccio, Trieste ha voluto dire a se stessa e agli altri che il suo presente e il suo futuro devono essere nel segno della pace civile, del rispetto reciproco e di una concordia operosa e feconda di bene" ha detto ancora il vescovo. Crepaldi ha quindi ricordato gli "innumerevoli atti di amore" verso i due agenti, compresa la solidarietà della Regione per le famiglie. "Sono certo che, dopo questo atto di addio, Trieste - ha assicurato il vescovo - continuerà a ricordarvi come i suoi angeli e, con lungimiranza umana e civile, vi ha già dedicato un segno a perpetua memoria del vostro sacrificio, che resti come un monito soprattutto per le giovani generazioni, che da voi sono chiamate ad imparare una fondamentale lezione di vita. Questa: a costruire sono gli uomini e le donne pronti al servizio e al dono di sé, mentre a distruggere sono quelli che coltivano la violenza, l'odio e il proprio egoistico interesse". Nell'omelia mons. Crepaldi ha ricordato anche l'incontro con le mamme dei due agenti, a cui ha donato il rosario.

"Noi abbiamo tanta fede", gli hanno confidato le due signore. "Questa singolare confessione delle vostre mamme - ha aggiunto il vescovo - mi ha molto colpito ed è stata per me come una testimonianza vivissima che mi ha fatto capire che il buio tenebroso della vostra morte che aveva avvolto tutti e tutto era stato squarciato dalla luce, pur tenue e tenera, di una stella, la stella della fede". "Mentre meditavo sulla stella della fede che ha illuminato anche il vostro percorso di vita, mi è venuto spontaneo andare con la mente - ha confessato Crepaldi, concludendo - ad un video amatoriale che avevo visionato, prodotto durante una notte mentre stavate facendo il vostro lavoro, dove, con la gioiosa maturità dei vostri trent'anni, invitavate i cittadini di Trieste a dormire tranquilli, perché a vigilare sulla loro sicurezza c'eravate voi che vi definite figli delle stelle".