Tripoli, il golpe di Haftar e il "patto delle trib羅"

Umberto De Giovannangeli

Ormai non 癡 pi羅 solo una resa dei conti tra milizie. N矇 癡 solo l'ennesimo cessate-il-fuoco violato. La ripresa dei combattimenti alla periferia meridionale di Tripoli vanno letti in chiave politica prim'ancora che militare. E interpretati alla luce della "diplomazia delle armi" che nelle ultime ore ha accelerato i tempi per quello che si configura come un putsch che punta alla caduta del governo di Accordo nazionale guidato da un premier senza pi羅 seguito n矇 potere: Fayez al-Serraj. A tirare le fila 癡 l'uomo forte della Cirenaica, colui che si sente gi� il "presidente in pectore" della "nuova Libia": il generale Khalifa Haftar.

L'HuffPost lo aveva anticipato nei giorni scorsi: Haftar e il fronte politico-militare che lo sostiene, a cominciare dal parlamento di Tobruk e dalla milizia di Misurata, hanno raggiunto una intesa, in particolare sulla ridistribuzione dei proventi petroliferi, che apre la strada alla resa dei conti finale con Serraj. Il portavoce dell'Esercito nazionale libico guidato da Haftar, Ahmed al Mesmari, ha annunciato che le forze armate della Cirenaica "non resteranno con le mani legate rispetto agli scontri a Tripoli" e "formeranno un fronte militare nella regione occidentale, dopo aver preso il controllo di alcuni punti importanti". Lo stesso Haftar, parlando ieri sera nel corso di una conferenza stampa, ha chiesto agli sfollati di Bengasi, Beida, Derna e Agedabia di coordinarsi con i comitati locali per registrare i loro beni in modo da rientrare nelle loro case. "In particolare, 癡 necessario registrare l'elenco dei propri beni presenti nelle case in modo da controllare che non si verifichino furti", ha concluso.

In diverse occasioni, il maresciallo libico ha assicurato che l'Esercito Nazionale Libico 癡 pronto a marciare su Tripoli e che la cattura della capitale sar� "rapida". A tale scopo, Haftar ha rivelato di essere in contatto diretto con alcune milizie presenti nelle citt� di Misurata e Zentan. Il presidente dell'Alto...

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