Troppa gente nei pub dopo il lockdown. In Gran Bretagna finisce la birra

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A member of bar staff wearing PPE (personal protective equipment) in the form of a face mask, pours drinks inside the Wetherspoon pub, Goldengrove in Stratford in east London on July 4, 2020, as restrictions are further eased during the novel coronavirus COVID-19 pandemic. - Pubs in England reopen on Saturday for the first time since late March, bringing cheer to drinkers and the industry but fears of public disorder and fresh coronavirus cases. (Photo by Tolga Akmen / AFP) (Photo by TOLGA AKMEN/AFP via Getty Images) (Photo: TOLGA AKMEN via AFP via Getty Images)
A member of bar staff wearing PPE (personal protective equipment) in the form of a face mask, pours drinks inside the Wetherspoon pub, Goldengrove in Stratford in east London on July 4, 2020, as restrictions are further eased during the novel coronavirus COVID-19 pandemic. - Pubs in England reopen on Saturday for the first time since late March, bringing cheer to drinkers and the industry but fears of public disorder and fresh coronavirus cases. (Photo by Tolga Akmen / AFP) (Photo by TOLGA AKMEN/AFP via Getty Images) (Photo: TOLGA AKMEN via AFP via Getty Images)

La sete di birra degli inglesi dopo il lockdown è così grande da lasciare i pub a secco. A riportare la notizia è il Financial Times. Secondo il giornale economico inglese i bar e pub non riescono a soddisfare le domande dei clienti, mentre i produttori di birra faticano a reggere il numero di ordini provienienti dai locali.

Basti pensare che, secondo Oxford Market Watch, le vendite complessive di birra nei pub nella prima settimana di riapertura in Inghilterra sono state di quasi il 12% superiori ai livelli del 2019. Certo, bisogna anche considerare che da quando i locali hanno riaperto il tempo è stato buono. Così, come racconta Phil Urban, amministratore delegato di Mitchells & Butlers, il gruppo di pub più quotato nel Regno Unito, “tutti noi abiamo superato le nostre migliori previsioni”. Il problema ora è che mancano i rifornimenti di birra. “Gli operatori hanno dovuto aprire più siti e i fornitori non sono in grado di muoversi abbastanza velocemente per stare al passo con il numero di nuovi spazi aperti” ha raccontato. “Stiamo verificando dove si trovano le nostre attività di maggior successo, per assicurarci di avere la corretta quantità di birra nei posti giusti”, ha detto Urban.

Michaela Hickey, manager della birreria artigianale Waterloo Tap a Londra, ha spiegato che in periodi normali riforniva i locali di 26 birre alla spina, ma alla fine della scorsa settimana era scesa a 15. La domanda era così alta in un pub gemello di Euston, Hickey ha detto che doveva prendere un barilotto lì sull’autobus numero 68.

Il risultato è stato che anche le grandi aziende di birra si sono trovate a porre limiti alle ordinazioni. Una su tutte, la casa olandese Heineken.

Jean-David Thumelaire, direttore delle vendite on-trade presso Budweiser Brewing Group UK & Ireland, ha dichiarato: “La rea...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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