Troppi pazienti negli ospedali: visite sulle ambulanze nella capitale

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Visite in ambulanza Roma
Visite in ambulanza Roma

L’aumento dei contagi e dei ricoveri di pazienti con coronavirus sta mettendo a dura prova gli ospedali di Roma, i cui Pronto Soccorso sono così intasati da aver costretto alcuni soggetti a sottoporsi alle visite in ambulanza. Causando così il blocco di decine di mezzi rimasti parcheggiati nei parcheggi delle strutture.

Visite in ambulanza a Roma

Soltanto nella giornata di lunedì 19 ottobre 2020 su 150 ambulanze in servizio 42 erano ferme e inutilizzabili perché medici e infermieri stavano visitando a bordo. Per ovviare alla mancanza di mezzi di soccorso ne sono stati attivati 20 in più, ma con tutti quelli bloccati i tempi di intervento rischiano di dilatarsi. Per questo medici si sono appellati ai cittadini chiedendo loro di recarsi in ospedale solo per le emergenze.

Al Casilino hanno spiegato che quella delle visite in ambulanza è diventata ormai una procedura quasi obbligata. “Non possiamo correre il rischio che i pazienti arrivati al Pronto Soccorso per altre patologie entrino in contatto con quelli positivi“, hanno spiegato i dottori. Molto spesso le strutture non sono infatti in grado di garantire accessi separati per i pazienti che hanno contratto l’infezione e quelli non contagiati.

I militari del Nucleo Antisofisticazione e Sanità (Nas) hanno scoperto che, dei 30 ospedali ispezionati tra Roma e provincia, oltre il 30% ha un ingresso unico per tutti i cittadini e soltanto dopo i percorsi si diversificano. Non tanto per mancanza di fondi quando per problemi strutturali nel realizzare il doppio accesso.

Tra le altre irregolarità evidenziate dai Carabinieri vi sono anche la mancanza di alcuni divisori per separare i malati in una struttura di Colleferro, criticità nell’area di discesa dei pazienti dall’ambulanza in una struttura di Velletri e mezzi irregolari e non immatricolati per il trasporto al Sant’Eugenio.