Troppo caldo, scattano i divieti di balneazione in 28 località adriatiche

Chapeaux Marc / AGF

AGI - Valori anomali sono emersi in 28 campioni prelevati da altrettante acque di balneazione in mare Adriatico tra Goro a Cattolica, coinvolgendo sostanzialmente tutti i comuni costieri e portando all'emanazione di divieti di balneazione.

Si tratta, rende noto Arpae, di una concentrazione superiore al valore limite di escherichia coli.

Il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad, ha chiesto un incontro tecnico a Regione Emilia-Romagna, Ausl, Arpae e alle altre amministrazioni locali per una "contingenza - scrive il primo cittadino - senza alcuna spiegazione tecnica né logica visto che, ad esempio a Rimini, a causa della siccità le paratie a mare non vengono aperte da quasi un mese e mezzo e la stessa Hera, che gestisce il ciclo integrato delle acque, ha formalmente comunicato di non avere riscontrato alcun guasto o difetto alla rete acquedottistica e fognaria.

Stamane alcuni esperti, anche alla luce di analoghi episodi verificatisi nelle ultime settimane in altri mari d'Italia, hanno avanzato l'ipotesi dell'anomalo innalzamento della temperatura dell'acqua del mare durante questa estate eccezionalmente calda, concausa - conclude - di uno squilibrio organico che porterebbe al superamento dei valori indicati dalla norma".

I campioni aggiuntivi eseguiti ieri nelle acque di balneazione risultate non conformi ai limiti di legge nel corso dei campionamenti programmati del 26 luglio, hanno permesso di verificare il rientro nei limiti normativi per 6 località (Cervia Pinarella (Comune di Cervia) Bellaria - Foce Vena 2 (Comune di Bellaria Igea Marina) Bellaria - Foce Uso 100m S (Comune di Bellaria Igea Marina) Bellaria - Pedrera Grande N (Comune di Bellaria Igea Marina) Torre Pedrera - Pedrera Grande Sud (Comune di Rimini) Viserbella - La Turchia (Comune di Rimini).

Sono ancora in corso, informa Arpae i campionamenti aggiuntivi nelle restanti acque di balneazione, al fine di verificare il rientro nei limiti di legge dei parametri batteriologici risultati non conformi.

"Un esito completamente opposto a quello di Arpae". Così, in una nota, l'amministrazione comunale di Rimini fa sapere di aver commissionato al Laboratorio Lav le analisi delle acque marine in sette tratti cittadini che sono "tutti, nessuno escluso, ampiamente sotto i parametri normativi".

Arpae aveva evidenziato un alto livello di escherichia coli così da portare all'emissione di divieti di balneazione sia a Rimini che in altre numerose località.

"Sono di pochi minuti fa i risultati dei campioni di acqua di mare per le 7 acque di balneazione del litorale nord di Rimini, commissionati dal nostro Comune al Laboratorio certificato LAV e svolti nella mattinata del 26 luglio, stessi luoghi, stessa giornata e a mezz'ora massima di distanza temporale dai prelievi eseguiti da Arpae e che hanno registrato 28 superamenti dei limiti normativi lungo altrettanti punti della costa romagnola e riminese.

Il Comune di Rimini ha voluto eseguire in questa occasione un campionamento autonomo per verificare con un 'doppio controllo' lo stato di salute del proprio mare, vista e considerata l'eccezionale condizione climatica e siccitosa di questa stagione estiva con possibili inediti effetti sull'habitat naturale".

Queste incongruenze hanno così portato alla richiesta, da parte dell'ente, di un "incontro urgente a Regione, Ausl e Arpae per la giornata di domani al fine di definire concrete soluzioni per quello che, ogni ora che passa, è un mistero che si infittisce sempre di più".

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