Troppo poco per l'Europa

Angela Mauro

Quando hanno aperto la lettera da Roma, a Palazzo Berlaymont hanno strabuzzato gli occhi. La missiva in cui il premier Giuseppe Conte fornisce una prima risposta alla Commissione europea sulla minaccia di procedura per debito eccessivo si presenta solo nella versione in italiano. Una sgrammaticatura, nel linguaggio diplomatico europeo. La versione in inglese è attesa per oggi. Irritante per come sono fatti a Bruxelles. Ma comunque, traduttori al lavoro, il senso i commissari lo hanno capito lo stesso. E il verdetto è netto: la lettera di Conte non è sufficiente per evitare la procedura.

Lo dice chiaramente Pierre Moscovici. “Prenderemo anche in considerazione la risposta di Conte ieri, ma in questo momento una procedura per debito è giustificata, quindi andiamo a lavorare, in maniera costruttiva, per evitarla. Ma non lo si fa attraverso scambi, commenti sulle regole: lo si fa sul rispetto delle regole che sono intelligenti e favoriscono la crescita”, dice il Commissario agli Affari Economici al suo arrivo al vertice del Pse, riunito prima del Consiglio europeo che tra oggi e domani tenterà di trovare un accordo per decidere chi guiderà la Commissione, il Consiglio, la Bce e chi sarà l’Alto rappresentante per la politica estera in questa nuova legislatura. 

Ancora non ci siamo. A Bruxelles chiedono impegni vincolanti per correggere i conti. L’ideale: una manovra correttiva, cosa che il governo continua a escludere. Non ci siamo. Al suo ingresso all’Europa Building, il premier ribadisce che l’assestamento di bilancio sarà “completato nel consiglio dei ministri di mercoledì prossimo per certificare che i conti sono meglio del previsto”. Il deficit, confida, è “al 2,1 per cento e non al 2,5 per cento” previsto dalla Commissione europea. Ed è così, con i dati sull’andamento del primo semestre 2019, che Conte vuole convincere Bruxelles. Gli europei restano scettici.

Di fatto, il premier si presenta qui al Consiglio europeo con una...

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