Trova la soluzione di un'equazione irrisolta da 20 anni, ma l'università gli toglie la cattedra

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Alla fine la soluzione a un problema aperto circa 20 anni fa l’ha trovata lui: Francesco Tulone, ricercatore di Palermo. Una delle riviste più autorevoli al mondo nella disciplina, Proceedings of the American Mathematical Society, ha appena accettato il suo lavoro. Ma il dipartimento dell’Università di Palermo gli ha interrotto l’insegnamento, dopo 16 anni. Lui dice: “Spesso ho messo in discussione la gestione dei concorsi”. 

Si legge su Repubblica: 

Quel lavoro lo aveva realizzato, insieme a due colleghi delle Università di Mosca e Chicago, Francesco Tulone, 49 anni, un curriculum tutto interno all’ateneo della sua città che è passato attraverso il consolidamento di tre anni di co-dottorato alla Lomonosov di Mosca, quindi raffinamenti del sapere ad Austin, Texas, dal futuro vincitore del cosiddetto Premio Nobel per la Matematica Alessio Figalli. Tulone, soprattutto, si è cimentato in un’attività di insegnamento dal 2005, quando vinse il concorso da ricercatore a tempo indeterminato (il secondo a cui partecipava). Ha tenuto lezioni di Matematica nel suo dipartimento, sostanzialmente, ma è stato chiamato per sostituzioni a Ingegneria, Fisica, Biologia.

Lo scorso maggio la proposta del Consiglio d’ateneo di riaffidargli il modulo di Analisi matematica 2 è stata accettata, ma con una seconda votazione segreta e senza motivazione scritta, l’insegnamento gli è stato tolto per essere assegnato a una professoressa ordinaria neoassunta, già incaricata di altri corsi. 

“La sola spiegazione che posso avanzare è che, da quando nel mio dipartimento esplose lo scandalo dei due concorsi di Matematica vinti dai figli degli ordinari interni, il lontano 2005, ho portato avanti la mia attività didattica e di ricerca in solitudine esprimendo, in tutte le occasioni che ho avuto, dubbi sulla gestione dei bandi, sulla reiterazione delle stesse figure nelle commissioni giudicanti. Credo che questa opposizione solitaria sia il mio unico torto e temo che il mio allontanamento dall’insegnamento sia un’indicazione chiara per gli studenti: all’interno dell’università è meglio che restiate allineati alle indicazioni di chi guida i dipartimenti”. 

 

 

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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