Trovata in un meteorite una proteina aliena. Ma restano dubbi sulla provenienza

All'interno di un meteorite è stata scoperta una proteina aliena, cioè che non proveniente dal nostro pianeta. Lo ha annunciato un gruppo di ricercatori dell'Università di Harvard in un paper pubblicato su arXiv, ma che ha sollevato commenti scettici in parte della comunità scientifica. Oltre a precisare che son sarebbe certo una prova dell'esistenza di vita aliena, molti scienziati sono ancora scettici sulle effettive origini di questa proteina.

Tuttavia, i ricercatori affermano che a volte gli amminoacidi, composti organici che fungono da elementi costitutivi della vita, possono formarsi su meteore e altre rocce spaziali. "Non conosciamo molto sulla chimica prebiotica oltre la Terra e sappiamo ancora meno di come si sviluppi la vita da questa chimica. Questa difficoltà deriva dal fatto che il processo di ricerca di composti organici nei meteoriti sulla Terra è estremamente difficile", commenta Julie McGeoch dell'Università di Harvard.

Il suo team ha analizzato un campione incontaminato di un meteorite ritrovato in Algeria nel 1990. "Abbiamo utilizzato degli strumenti igienizzati, simili a quelli odontoiatrici, per raccogliere materiale dall'interno il meteorite e per agevolare le analisi abbiamo puntato il laser su altri campioni, così da ottenere dei gas, che abbiamo potuto studiare grazie alla spettrometria", spiega la ricercatrice, rivelando che le analisi hanno riscontrato una combinazione di amminoacidi e atomi che secondo gli esperti sarebbe la prima proteina extraterrestre.

"Se questo studio verrà convalidato, sarà un risultato importante per la chimica della vita. Se infatti le proteine possono formarsi su una roccia sterile nel vuoto dello spazio, i mattoni della vita potrebbero richiedere condizioni più semplici di quanto pensassimo", precisa sul New Scientist Dimitar Sasselov dell'Università di Harvard, non direttamente coinvolto nello studio. "Se riuscissimo a rintracciare una proteina in un meteorite non situato sulla Terra sarebbe strabiliante", dichiara Lee Cronin dell'Università di Glasgow, Regno Unito.

"Queste analisi partono da un presupposto errato, perché il composto potrebbe non essere stato parte del meteorite quando ha raggiunto il pianeta. Sono stati estrapolati dati incompleti", aggiunge Cronin. "Nello studio delle rocce provenienti dallo spazio ci imbatteremo in molecole organiche complesse, aminoacidi e forse anche proteine complete. Dobbiamo solo proseguire con le ricerche, e spero che questo lavoro porti davvero lontano", ribatte Sasselov.