Trudeau vince le elezioni in Canada, ma è un successo a metà

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AGI - Successo a metà per il premier canadese uscente, Justin Trudeau: riconfermato al potere per un terzo mandato, non è però riuscito ad ottenere la maggioranza alla quale puntava quando, il mese scorso, ha convocato le elezioni legislative anticipate, in piena pandemia. Per il suo Partito liberale è stata una scommessa rischiosa, dopo 36 giorni di una campagna elettorale complessa, molte critiche sull'operato del governo e nei sondaggi una quasi parità di consensi con i rivali conservatori di Erin O'Toole.

Alla fine gli elettori hanno deciso di accordare nuovamente la fiducia a Trudeau, al potere dal 2015. I Liberali hanno conquistato 156 seggi su 338 che compongono l'emiciclo - guadagnandone uno rispetto alla legislatura uscente - fermandosi, però, sotto la soglia dei 170, necessaria per ottenere la maggioranza assoluta. I consensi maggiori sono arrivati da Toronto e Montreal, in particolare dai sobborghi, che hanno ascoltato l'appello lanciato da Trudeau alla vigilia del voto, ovvero "bloccare la strada a chi vuole fare indietreggiare il Canada".

I più seri contendenti, i Conservatori di O'Toole, hanno invece raggiunto quota 121 e hanno perso un'altra opportunità per governare il Paese. Ora per Trudeau e i suoi Liberali si apre una fase di serrati negoziati con i partiti di opposizione per ottenere il loro appoggio in Parlamento e formare il nuovo esecutivo.

Una conferma dello status quo

All'indomani del voto, diversi analisti politici si interrogano sul perché di questa elezione, finita con una conferma dello status quo, dopo cinque settimane di campagna, 190 comizi e appuntamenti e 610 milioni di dollari canadesi di spesa pubblica per arrivare ad un Parlamento sostanzialmente invariato rispetto a quello uscente.

"Ci rimettiamo al lavoro con un chiaro mandato per far superare al Canada questa pandemia e siamo pronti a farlo", ha detto Trudeau ai sostenitori riuniti alla sede del partito, nell'albergo Queen Elizabeth, a Montreal. "Quello che abbiamo visto è che milioni di canadesi hanno scelto un piano progressista. Alcuni hanno parlato di divisione, ma non è quello che io avverto. Non è quello che ho visto nelle ultime settimane in tutto il Paese" ha sottolineato il premier. Rivolgendosi ai canadesi, ha assicurato di essere pronto a servirli, con tutta la sua squadra di governo, "il nostro piu' grande onore". 

Una popolarità in calo

Tuttavia, per i commentatori, il mancato ottenimento della maggioranza è un "esito imbarazzante", risultato di più fattori negativi che "nello status quo segna in realtà un suo indebolimento", secondo l'analista di destra Jamie Ellerton. Il verdetto delle urne è sintomatico del costante calo di popolarità di Trudeau e dell'entusiasmo dei cittadini che aveva saputo cristallizzare alla sua prima elezione, nel 2015, quando ottenne una solida maggioranza, surfando anche su quella del padre, l'ex premier Pierre Elliott Trudeau.

Nonostante una buona gestione della crisi sanitaria e l'andamento molto efficace della campagna vaccinale, il leader dei Liberali non è riuscito a capitalizzare questi successi. Anzi, la sua decisione di indire elezioni anticipate - le ultime si erano svolte a metà 2019, con lo stesso esito di mancata maggioranza - nonostante la quarta ondata di Covid-19 è stata accolta con stupore da molti, con rabbia da altri, che lo hanno accusato di servire soltanto i propri interessi personali.

Altro motivo di malcontento di una parte della popolazione e di duri attacchi verbali dell'opposizione conservatrice e del Nuovo partito democratico (NPD, sinistra) di Jagmeet Singh, è il risultato insufficiente in materia di lotta alla crisi climatica, dopo un'estate di devastanti incendi, soprattutto nella provincia della British Columbia. Gli avversari di Trudeau hanno deplorato che il Canada sia l'unico Paese del G7 in cui le emissioni di gas serra sono aumentate negli ultimi sei anni.

Gli errori del premier

Gli altri temi caldi della campagna elettorale, che saranno le sfide del prossimo governo Trudeau, riguardano il carovita, in particolare l'aumento dei prezzi degli alloggi, il futuro del sistema di assistenza sanitaria, la ripresa economica post pandemia e la riforma del sistema elettorale.

C'è un'altra questione di natura socio-culturale che rappresenta una 'macchia' sulla sua pagella: quella dei mancati diritti alle comunità delle Prime Nazioni. Diversamente da quanto promesso, Trudeau non è riuscito a garantire la fornitura in acqua potabile a tutti i gruppi, mentre negli ultimi mesi sono emerse nuove rivelazioni di un passato davvero buio. Sono stati rinvenuti decine di cadaveri di giovani indigeni uccisi il secolo scorso in scuole e pensionati, in un processo di assimilazione forzata. Famigliari e discendenti chiedono giustizia e risarcimenti, sui quali Trudeau si è già impegnato, mesi dopo l'imbarazzo generato dallo scandalo di una vecchia foto di gioventù in cui appariva ad una festa con una 'black face'.

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