Truffa Farmaci Lombardia, 5 ospedali San Donato patteggiano, a giudizio Bayer e Novartis

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Il logo Bayer AG visto in uno showroom della casa farmaceutica a Leverkusen in Germania

MILANO (Reuters) - Il gip di Milano Giulio Fanales ha ratificato il patteggiamento di cinque ospedali del gruppo privato San Donato e ha rinviato a giudizio le divisioni italiane di Bayer e Novartis, al termine dell'udienza preliminare per l'imputazione di truffa aggravata ai danni della Regione Lombardia.

Lo hanno riferito fonti giudiziarie e legali, aggiungendo che i cinque ospedali hanno patteggiato una sanzione di 200.000 euro ciascuno dopo che il Gruppo San Donato il 3 dicembre 2019 aveva risarcito la Regione con oltre 10,2 milioni di euro, più altri 22 milioni nel gennaio scorso per una tranche dell'indagine relativa all'acquisto di protesi.

Marco De Luca, avvocato del gruppo San Donato, ha definito il patteggiamento come "la chiusura più utile per tutti".

"Dopo la definizione dell'accordo con la Regione per le questioni economiche pendenti - ha detto il legale al termine dell'udienza a porte chiuse - si è pensato di definire il procedimento penale attraverso l'adesione a un patteggiamento che ci è sembrato congruo rispetto ai fatti contestati".

"In questo modo il servizio che le nostre strutture svolgono a favore della comunità non risulta più turbato da vicende giudiziarie pendenti", ha concluso.

Il processo, che ha fra gli imputati le società Bayer e Novartis per effetto della legge 231 sulla responsabilità delle aziende per reati ascritti a propri dirigenti, inizierà il 14 luglio davanti all'undicesima sezione del tribunale di Milano.

L'inchiesta, condotta dal Nucleo di polizia economico finanziario della Gdf di Milano e coordinata dal pm Paolo Storari, ipotizza che fra il 2013 e il 2018 questi ospedali del Gruppo San Donato acquistarono da diverse case farmaceutiche farmaci "a prezzi sensibilmente superiori a quelli di mercato", facendoseli integralmente rimborsare dalla Regione, ma omettendo di segnalare che le aziende poi abbattevano il prezzo reale pagato dagli ospedali attraverso l'emissione successiva di note di credito al gruppo ospedaliero.

Perquisizioni e sequestri, secondo la procura, avrebbero fatto emergere che l'emissione delle note di credito avveniva dopo che le case farmaceutiche avevano sottoscritto "specifici accordi commerciali" col gruppo ospedaliero "che ne subordinavano l'efficacia al raggiungimento di soglie di fatturato predeterminate".

Novartis Farma SpA in una nota dichiara di aver preso atto con rammarico della decisione del giudice.

"Novartis ribadisce la totale estraneità alla vicenda - si legge nel comunicato - e riafferma che ha sempre intrattenuto con le società del Gruppo San Donato rapporti commerciali secondo relazioni trasparenti, comprovate da documentazione già messa a disposizione dell'autorità giudiziaria e in linea con le procedure previste dall'azienda per garantire la tracciabilità delle transazioni e la loro conformità alle normative in vigore".

Bayer ha preferito non commentare.

Nel settembre 2020 il gip aveva sequestrato 2,3 milioni di euro a carico di Novartis Farma SpA, nell'ambito della stessa inchiesta.

Nei mesi scorsi, sempre nell'ambito della stessa inchiesta, Mylan Italia, branch della multinazionale del farmaco Mylan che dal 2020 ha assunto la denominazione di Viatris a seguito della fusione con Upjohn (gruppo Pfizer), ha patteggiato pagando circa 1,4 milioni di euro fra pena pecuniaria e confisca.

Il giudice ha inoltre rinviato a giudizio otto fra dirigenti ed ex dirigenti delle società coinvolte.

(Emilio Parodi, in redazione a Milano Gianluca Semeraro)