Truffa nel cimitero di Prima Porta a Roma

Cimitero
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Una terribile truffa è avvenuta nel cimitero di Prima Porta a Roma, a danno dei parenti dei defunti. Tredici dipendenti Ama e tre impiegati di altrettante agenzie funebri arrotondavano lo stipendio facendo a pezzi i cadaveri e chiedendo soldi.

Truffa a Roma, facevano a pezzi i cadaveri e chiedevano soldi ai parenti dei defunti

Selezionavano i cadaveri all’interno dei loculi del cimitero romano di Prima Porta e chiedevano del denaro ai parenti. Facevano a pezzi i corpi, li tagliavano con il coltello e poi li gettavano nell’ossario comune. Il prezzo era dai 50 ai 300 euro per procedere con quella che loro chiamavano “idonea estumulazione“. Per tredici dipendenti Ama e tre impiegati di altrettante agenzie funebri era un modo per arrotondare lo stipendio. Secondo il pm Andrea Beccia si tratta di una vera e propria truffa e gli indagati sono accusati di vilipendio di cadavere e truffa in concorso.

La truffa al cimitero di Prima Porta

Il primo caso risale al 27 gennaio 2020. Un addetto di un’agenzia funebre ha chiesto a sei dipendenti Ama di ridurre a pazzi un cadavere nel cimitero di Prima Porta. Gli impiegati hanno eseguito, per poi contattare un parente del defunto, chiedendo 300 euro, con la scusa di trasferire i resti in una cassetta più piccola e lucidare la lapide. Come riportato dai pm, gli indagati “avrebbero fatto credere alla persona offesa che questa somma aggiuntiva fosse necessaria per procedere alla legittima attività di estumulazione della salma“. In realtà hanno fatto a pezzi il cadavere e lo hanno buttato nell’ossario comune. Un’altra richiesta è stata avanzata il 22 gennaio e un’altra ancora il 30 gennaio. La banda è stata smascherata da alcune telecamere nascoste, posizionate dai carabinieri del nucleo radiomobile all’interno del cimitero di Prima Porta. Gli indagati sono stati rinviati a giudizio e la prossima udienza si terrà a ottobre, quando verranno ascoltati i testimoni.

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