Truffa oltre 60mila euro a anziani coniugi nel Milanese: arrestato

Red
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Milano, 17 feb. (askanews) - Questa mattina a Tradate (Varese) i carabinieri hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere e un decreto di sequestro preventivo di denaro (contante e su conto corrente) nei confronti di un 35enne pregiudicato italiano accusato di truffa aggravata e sostituzione di persona aggravata continuata ai danni di una coppia di anziani del Milanese. Lo ha riferito l'Arma, spiegando che il provvedimento è stato disposto dal gip del tribunale di Milano, su richiesta del pm Cristian Barilli che ha coordinato le indagini dei carabinieri della Stazione di Rho (Milano) scattate da una denuncia di truffa presentata nell'ottobre scorso.

Secondo l'accusa, il 35enne, presentatosi come rappresentante di un'azienda di energia, era riuscito a convincere i coniugi "a stipulare nuovi contratti per i servizi di fornitura domestica di luce e gas, offrendosi di provvedere personalmente ai relativi pagamenti e persuadendoli "ad effettuare, con cadenza quasi quotidiana (presentandosi anche in orario notturno) prelievi di contanti ai bancomat, sempre in sua presenza in modo da impossessarsi immediatamente del denaro". Oltre ai contanti, l'uomo "aveva indotto i due anziani a consegnargli alcuni gioielli in oro, a suo dire necessari a far fronte alle spese per la fornitura di luce e gas, garantendo che tali oggetti sarebbero stati riconsegnati loro una volta effettuato il pagamento ma di fatto mai restituiti".

Con altrettanta spregiudicatezza, l'estate scorsa, il pregiudicato aveva convinto la coppia a ristrutturare la loro casa "occupandosi direttamente delle pratiche necessarie a garantire un risparmio di costi". Così, si era presentato per due volte assieme a loro (di cui si fingeva nipote) in una società di credito, dove gli anziani coniugi avevano chiesto un prestito personale, la cessione del quinto e altri servizi, il cui valore era poi stato incassato dal truffatore. Un terzo tentativo di richiesta di finanziamento non era andato a buon fine perché l'impiegato si era insospettito per l'atteggiamento dell'uomo.

In questo modo, tra gennaio 2019 e ottobre 2020, il 35enne sarebbe riuscito a procurarsi oltre 60mila euro. Ora è stato recluso a San Vittore a disposizione dell'autorità giudiziaria.