Truffa su residenze per anziani e minori: arrestato ex consigliere Fi

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Comprimevano al massimo il costo del personale con il rischio di pregiudicare benessere e salute” di anziani e minori. Sarebbero queste alcune delle irregolarità riscontrate nel raggiro ai danni degli ospiti di alcune strutture di accoglienza per anziani e minori, i quali, nonostante pagassero regolarmente le rette di degenza, avrebbero ottenuto prestazioni assistenziali nettamente inferiori. Così facendo la società Sereni orizzonte, titolare delle strutture, avrebbe percepito illecitamente i contributi pubblici per una somma di oltre 10 milioni di euro presentando rendicontazioni non veritiere.

Truffa su residenze per anziani e minori

Il gip di Udine ha emesso 9 misure cautelari a carico dei responsabili della truffa per il reato, appunto, di truffa aggravata: 4 misure prevedono la custodia in carcere e una di queste riguarderebbe, tra gli altri, il fondatore e presidente di Sereni orizzonti, Massimo Blasoni, ex consigliere di Forza Italia. Le altre 4 misure prevedono invece gli arresti domiciliari e l’obbligo di dimora. A eseguire le ordinanze sarebbero stati gli agenti della Fiamme Gialle di Udine i quali hanno anche eseguito i sequestri e le perquisizioni per un totale di 10 milioni di euro. Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo di Blasoni opererebbe anche in Germania e Spagna gestendo un totale di 5900 posti letto e 3 mila dipendenti. Nel 2019 il fatturato dell’azienda avrebbe superato i 200 milioni di euro.

Pazienti a rischio

Secondo la ricostruzione della Fiamme Gialle, le strutture, “per massimizzare i profitti, comprimevano al massimo il costo del personale di servizio impiegato ed erogavano prestazioni diverse per quantità e qualità rispetto agli standard normativamente e contrattualmente previsti, determinando una minore assistenza ad anziani e minori, anche a rischio di pregiudicarne il benessere e la salute“. Nei rendiconti, quindi, comparivano maggiori ore di assistenza: la documentazione che testimoniava le presenze giornaliere e le ore di lavoro reale sarebbe stata distrutta e occultata.

L’indagine delle Fiamme Gialle

A portare a galla tutta la vicenda sarebbe stata un’indagine delle Fiamme Gialle di Udine: i finanzieri si sarebbero infatti accorti di alcune irregolarità nei rendiconti, motivo per il quale hanno voluto approfondire i controlli. Le indagini sono state coordinate dal Procuratore della Repubblica di Udine e dal sostituto Procuratore, i quali hanno voluto preservare la continuità dei servizi di cura e assistenza agli ospiti e i quindi i rapporti di lavoro degli addetti alle strutture interessati dalla truffa.