Truffe del ‘Rip-deal’ da 100mila euro a Roma: un arresto

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Image from askanews web site
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Roma, 6 lug. (askanews) - Un cittadino italiano di 25 anni, K.M., di origine bosniaca è stato arrestato dalla Polizia su disposizione del Gip del Tribunale di Roma poiché accusato di aver commesso numerosi furti aggravati per circa 100mila euro e sostituzione di persona.

Identico il suo modus operandi. Il 25enne, infatti, spacciandosi per un commerciante di oggetti preziosi e potenziale acquirente, contattava persone che mettevano in vendita, su siti web, orologi o gioielli di ingente valore. Carpita la fiducia dei venditori attraverso l'invio di documenti falsi, organizzava appuntamenti con le vittime al fine di visionare i preziosi. In alcuni casi, al fine di conferire maggiore credibilità alla sua persona, e fugare nel venditore il dubbio sulla neutralità della location, fissava un primo appuntamento presso un ristorante, dove poi non si presentava, giustificando telefonicamente la propria assenza con la scusa di non sentirsi sicuro nel posto prescelto per l'incontro, poiché spaventato da due precedenti rapine subìte.

A tale prima assenza seguivano ulteriori contatti telefonici per individuare un posto più sicuro, compresi i locali di una banca, ipotesi però scartata per le restrizioni covid. A questo punto scattava la truffa vera e propria organizzata presso quello che lui definiva il suo studio, ma che in realtà era solo un ufficio affittato con le modalità del business center, sempre mostrando un documento diverso e contraffatto.

All'appuntamento accoglieva il venditore vittima e, dopo avergli offerto il caffè, in un'atmosfera calma e rilassata, con la scusa di far visionare i preziosi, usciva dalla stanza lasciando in pegno i propri effetti personali quali il soprabito, una borsa o anche una scatola che conteneva un pacco di banconote (poi risultate false) e che faceva in modo di mostrare prima alla vittima. Dopo di chè si dava alla fuga. Non vedendolo rientrare nella stanza, la vittima chiedeva notizie alle segretarie della struttura, venendo poi a scoprire che si trattava non di uno studio privato di un professionista, bensì di un business center, ossia uno stabile ove gli uffici vengono locati occasionalmente per appuntamenti di lavoro. Attraverso una lunga e paziente ricostruzione dei fatti, le testimonianze delle vittime e la visione di immagini e documenti, gli agenti sono riusciti a mettere in collegamento i vari episodi delittuosi e a raccogliere le prove, attività da cui è emersa la piena responsabilità di K.M. Nel corso dell'arresto, nella sua abitazione, sono state ritrovate banconote fac-simile per un ammontare di 600mila euro, dello stesso tipo di quelle lasciate alle vittime, nonché altri oggetti preziosi sui quali sono in corso accertamenti per stabilire la provenienza.Alla ricerca di eventuali ulteriori vittime o di complici del 25enne, proseguono le indagini degli investigatori.

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